Focus – BorjaValerismo

Focus – BorjaValerismo

Stando alle ultime indiscrezioni, l’Inter proverà a regalare a Spalletti il centrocampista spagnolo. Perché piace tanto all’ex allenatore della Roma? Proviamo a capirlo insieme

La prima e scontata riflessione che ogni appassionato ha fatto al momento della nomina di Luciano Spalletti come nuovo allenatore dell’Inter, è stata senza alcun dubbio legata alla compatibilità tra i giocatori attualmente presenti nella rosa della Beneamata e le idee tecnico-tattiche dell’ex allenatore della Roma: un semplice confronto, nemmeno troppo approfondito, tra le caratteristiche dei reparti della Roma 2016/2017 e dell’Inter della stessa annata, risultano infatti abbondantemente differenti, sotto una moltitudine di aspetti. In particolare, il reparto nel quale emergono maggiori differenze sembra essere quello del centrocampo: più tecnico e più abile nel fare girare la sfera quello della Roma, più muscolare e più impostato sul portarla avanti con giocate dei singoli quello dell’Inter.
L’idea di calcio di Spalletti non sembra poter prescindere da giocatori capaci di gestire il possesso in un certo modo e, per puro senso pratico, urgono uomini con caratteristiche precise affinché ciò possa avvenire con scioltezza anche in casa Inter. A riguardo, nell’ultima settimana ai colori nerazzurri è stato accostato con insistenza Borja Valero, centrocampista della Fiorentina e beniamino della Fiesole, protagonista indiscusso delle ultime stagioni viola e uomo chiave del progetto tattico della gestione Sousa. Ma perché proprio il centrocampista trentaduenne ex Villarreal?

UN AMORE COSÍ GRANDE
L’interesse di Spalletti nei confronti del giocatore è datato: già nella scorsa stagione, infatti, provò a portarlo all’ombra del Colosseo, salvo poi virare su altri obiettivi dopo l’esito non positivo della trattativa. Senza girare troppo attorno al punto, possiamo serenamente sostenere che Borja Valero e Spalletti sono fatti uno per l’altro. Il modo di interpretare il ruolo da parte dello spagnolo, coincide con l’idea del tecnico di Certaldo, molto attratto dai centrocampisti con quelle caratteristiche. Ad intrigare il nuovo allenatore nerazzurro, potrebbe essere la capacità di Borja Valero di gestire il primo possesso come nessun altro giocatore attualmente a disposizione della sua nuova squadra. Ragionando sull’inamovibilità di Gagliardini e sull’opportunità di affiancargli uno o due giocatori, tenendo conto anche del “falso trequartista”, nessuno tra gli attuali centrocampisti dell’Inter schierabili in quella posizione riesce ad abbassarsi per iniziare la manovra con attitudini più da regista che da mezzala di possesso, comunque dipendenti da un giocatore di quel tipo. Una questione non solo di mezzi ma anche di tempi: per quanto sia Joao Mario che Banega abbiano più volte fatto questo lavoro, nessuno dei due ha mostrato con continuità di avere i tempi per poter addormentare ed accelerare il gioco partendo dalla metà campo interista in fase di possesso. Borja, invece, più nella scorsa annata che in questa ad onor del vero, eccelle in questo fondamentale. Anche la versione più recente da trequartista di possesso ed assist man (9 assist stagionali), con compiti meno dispendiosi ma altrettanto centrali per l’idea di gioco di Sousa, ha offerto prestazioni importanti, probabilmente meno “fresche” atleticamente, ma comunque di valore.

E GAGLIARDINI?
Gagliardini, uno dei pochi inamovibili della nuova Inter e pilastro sul quale ricostruire la squadra del futuro, dell’ipotetico innesto di Borja Valero, potrebbe solo giovarne. L’ex centrocampista dell’Atalanta, eccellente nella gestione degli spazi e nell’interpretazione posizionale del ruolo di centrocampista davanti alla difesa, troverebbe un valido supporto, sia di dialogo nello stretto che di gestione dei tempi di gioco, nell’attuale numero 20 della Fiorentina. Emblematico risulta il rendimento, nel complesso positivo, di Badelj e Vecino durante l’ultima stagione con Borja Valero in campo, seppur nella nuova posizione di falso trequartista. Avere un giocatore al quale affidare la palla è oggi una garanzia possibile a poche squadre e quella toscana ha giovato delle doti dello spagnolo provando a sopperire alle sue non più freschissime doti atletiche. Inoltre, giocando qualche metro più avanti, diventa interprete diretto della manovra offensiva, proiettando la propria capacità di passaggio e di gestione dei tempi direttamente verso gli attaccanti e/o gli esterni.

SI PUÓ FARE?
Passando su un piano squisitamente economico, l’operazione, avendo costi inferiori ai dieci milioni, risulterebbe sensata ed abbondantemente all’interno dei parametri nerazzurri, ancora sotto i fari del FFP ed impossibilitata a spendere vagonate di milioni per chissà quanti giocatori. Anche solo ipotizzare un innesto di questo livello, con tutti i limiti del caso (età su tutti), regalerebbe a Spalletti una soluzione di primissima fascia, anche alla luce delle sole due competizioni che la sua Inter affronterà nella prossima stagione. Come sempre quando si parla di singoli, non può essere il giocatore in grado di risolvere tutti i problemi dell’Inter ma può essere un tassello in grado di contribuire alla causa, migliorando potenzialmente il rendimento di chi di questa rosa è parte e continuerà ad esserlo, perché. ipotizzare una rivoluzione totale, appare del tutto illogico. Il rischio di aver fatto i conti senza l’oste, però, è grande: il giocatore è innamorato di Firenze e della Fiorentina e dare certezze su una chiusura certa dell’operazione appare ad oggi un azzardo. La stessa Fiorentina, inoltre, non può perdere tutti i suoi pezzi pregiati in una sola sessione ed in questo senso, gli addii quasi certi di Kalinic, Bernardeschi e Badelj non aiutano. L’operazione, probabilmente, è più complessa di quanto possa apparire e soltanto il tempo fornirà le risposte adeguate. L’accostamento, però, appare molto sensato. Per mettere a proprio agio il nuovo allenatore, c’è bisogno anche di giocatori come Borja Valero.

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