De Biasi: “In Italia qualcosa non funziona. Gagliardini una delle poche note liete”

De Biasi: “In Italia qualcosa non funziona. Gagliardini una delle poche note liete”

Il commissario tecnico della formazione albanese, prossima avversaria dell’Italia di Ventura, ha commentato diversi argomenti inerenti al calcio italiano

L’Italia sarà la prossima avversaria della sua Albania, e Gianni De Biasi, commissario tecnico della formazione delle Aquile, ha commentato la situazione del calcio italiano ai microfoni di Radio Uno, durante l’appuntamento con il format “Radio Anch’io – Sport”: Lo scudetto lo vincerà la Juventus, che al momento sta gestendo la situazione con grande serenità perché ha la squadra più forte di tutte, grazie anche al lavoro di una società solida alle spalle. Dopo i bianconeri arrivano Roma, Napoli Lazio, che però stanno vivendo delle situazioni molto insicure che portano il campionato ad essere più interessante sotto certi punti di vista. Purtroppo per il calcio italiano però ci sono formazioni non all’altezza: l’Empoli ad esempio perde da 6 partite di fila, però non rischia nulla in termini di retrocessione. Il passaggio del turno della Roma in Europa League ci avrebbe dato un minimo di prestigio in più, ma appena le italiane mettono piede fuori dai confini nazionali vengono “bastonate” dalle avversarie. Il vero motivo dei fallimenti continui delle società non lo so, ma dobbiamo renderci conto che oramai il nostro campionato non è più quello di una volta ed è uscito dal giro dei campionati più importanti. Abbiamo una società che vince da 6 anni indisturbata, questo penso sia un segnale chiaro che qualcosa non va”.

Una nota lieta di questa stagione è sicuramente l’esplosione definitiva di Roberto Gagliardini, giocatore che solo un anno fa militava nella Serie B ed ora è una delle colonne portanti dell’Inter ed anche della Nazionale del C.T. Ventura: “Alla base di un qualunque rapporto di lavoro c’è la fiducia, e lui è riuscito ad emergere grazie alle possibilità che gli allenatori gli hanno dato e alla fiducia che le società hanno riposto in lui nonostante la giovane età e la poca esperienza. Sicuramente il ragazzo ha anche tante qualità, altrimenti non sarebbe riuscito comunque a fare  questo salto di qualità”.

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