Ancora Icardi: “Che soddisfazione essere capitano, contro la Fiorentina…”

Ancora Icardi: “Che soddisfazione essere capitano, contro la Fiorentina…”

Ospite di InterNos, consueta trasmissione di Inter Channel, è il capitano dell’Inter, Mauro Icardi, che ha parlato della fascia da capitano e dell’ultima partita contro la Fiorentina.

Ecco le dichiarazioni di Icardi:

CAPITANO – “Sinceramente quando sono arrivato non mi aspettavo di diventare capitano, ma solo di fare i gol. Poi quando è iniziato il campionato mi sono trovato la fascia nel mio posto in spogliatoio. Essere capitano di una squadra come l’Inter è una soddisfazione. Guido il gruppo, sono un riferimento nello spogliatoio, ma dico sempre che il capitano non sono solo io, dobbiamo essere tutti coinvolti in questo. Non è la fascia che mi rende trascinatore, ma il fatto che sono attaccante e faccio gol, così la penso. Si sentiva in giro questa voce, sui giornali. Quando è iniziato il campionato mi sono trovato con la fascia. La prima è stata con l’Atalanta e sono stato sfortunato per l’infortunio. La seconda, contro il Milan, l’ho dedicata a Javier per i tanti anni che ha passato qua. Ne ho fatte fare due, una l’ho tenuta io e una gliel’ho regalata. Non penso di fare una fascia speciale per tutte le partite ma per quelle importanti faremo qualcosa di diverso”.

CAPOCANNONIERE – “Giocare per la squadra è quello che mi chiede il mister dal primo giorno, so che lo dice per il mio bene ed io mi metto a disposizione senza problemi. Il mio obiettivo è fare bene ogni anno, per un attaccante la felicità è fare gol. Per un attaccante il traguardo deve essere quello, ma poi dipende da come va la stagione. Ce l’ho in testa sempre questo obiettivo da quando ho iniziato a giocare alla Sampdoria. Poi ho conquistato il titolo l’anno scorso. Speriamo di continuare così. Non c’è solo Toni a fare gol, c’è Eder, Higuain sta facendo bene. In serie A ci sono tanti attaccanti bravi. L’anno scorso ho fatto bene ed è stato bello essere capocannoniere, non si può sempre, ma io sono lì“.

FIORENTINA – “Contro la Fiorentina una di quelle sere in cui va male tutto, abbiamo preso un rigore dopo due minuti, altro brutto colpo l’espulsione di Miranda. Aiutare la squadra? E’ stato un momento di difficoltà, come squadra non potevamo uscire, io ho provato da solo a uscire, a disturbarli, per vedere se commettevano qualche errore per accorciare le distanze. Contraccolpo nello spogliatoio? Siamo un gruppo molto unito, con la Fiorentina è stata una serata storta, noi dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo fatto per le prime cinque giornate. Lavoriamo molto bene in settimana, dal primo all’ultimo. Vincere lo scudetto? L’ho già detto, parlarne adesso quando si vincono le partite è facile, bisogna vedere dove saremo a marzo… l’obiettivo di tutte le squadre è vincere”.

RAPPORTO COI COMPAGNI – Passo più momenti con Guarin, condividiamo la camera, la nostra è un’amicizia che va al di là del calcio. I figli di Guarin sono amici dei miei, c’è fiducia, vengono a giocare con me. C’è un forte legame con loro, a me poi piacciono i bambini. Con Ranocchia tutto normale, non è successo nulla”.

GOL DA RICORDARE – “Il gol più importante da quando sono all’Inter per me è stato quello a San Siro contro la Juventus“.

RICHIESTE DA MANCINI – Giocare un po’ di più per la squadra è una cosa che mi ha chiesto il mister dal primo giorno. Se me lo dice è per il mio bene. Mi metto a disposizione della squadra, ho imparato subito a fare quello che mi ha chiesto il mister. Il mister anche giocava un po’ così, gli piaceva giocare con la palla e poi aveva l’istinto del gol. Mi ha chiesto di giocare un po’ fuori dall’area“.

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