Il ricordo dell’Inter a dodici anni dalla morte di Facchetti: “Ricordiamoci di chi è stato Giacinto: etica, correttezza, umanità”

Il ricordo dell’Inter a dodici anni dalla morte di Facchetti: “Ricordiamoci di chi è stato Giacinto: etica, correttezza, umanità”

L’Inter ha ricordato uno dei suoi simboli più importanti tramite un toccante comunicato sul proprio sito ufficiale

di Luca Tagliabue

A dodici anni dalla morte di Giacinto Facchetti, l’Inter ha deciso di ricordarlo con un toccante comunicato sul proprio sito ufficiale. Questo il contenuto:

“Così quella mattina, forse la più importante della mia vita, mi misi l’abito nuovo e presi il treno per Milano. Dovevo recarmi in via Larga, vicino al Teatro Lirico, per firmare il cartellino dell’Inter. Mi muovevo come un sonnambulo. I minuti, su quel treno, non passavano mai. I minuti di attesa in via Larga erano come secoli. Finalmente mi misero una penna in mano e un cartellino davanti agli occhi. Firmai: Giacinto Facchetti. Poi uscii di gran corsa, giù per le scale, con il cuore che mi batteva forte. Ero dell’Inter! Ero uno dell’Inter!”
(tratto da “Se no che gente saremmo”, di Gianfelice Facchetti, Longanesi 2011)

Il Cipe non ha mai smesso di essere uno dell’Inter, neppure oggi, che sono passati dodici anni da quel giorno infausto. A Firenze, qualche giorno dopo, Esteban Cambiasso incarnò idealmente ogni tifoso nerazzurro, nell’indicare il cielo dopo un gol segnato.

E idealmente ancora lì guardiamo tutti noi ogni giorno, col mento leggermente sollevato, a testa alta, ricordandoci di chi è stato Giacinto, in mezzo e sopra a tutti noi, etica, correttezza, umanità.

Giacinto è qui. Giacinto is here”. 

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