17 Febbraio 2017

Ronaldo: “All’Inter per via del Barcellona. Coppa UEFA a Parigi ricordo strepitoso”

L'ex attaccante del club nerazzurro e della nazionale verdeoro ha parlato in esclusiva per la redazione brasiliana di una nota emittente televisiva internazionale

Luis Nazario da Lima, il “fenomeno”, o se volete più semplicemente Ronaldo, è tornato a parlare del suo trasferimento dal Barcellona all’Inter avvenuto nell’estate del 1997 ai microfoni di ESPN Brasil: “Io non avrei voluto lasciare il club catalano a dire la verità. Avevo trovato anche l’accordo per il mio rinnovo, solo che poi il il presidente Nunez, l’avvocato della società ed il direttore sportivo Gaspart si rimangiarono la parola, e mi comunicarono che avrebbero ceduto il mio cartellino al club che avrebbe pagato per intero la clausola di rescissione, che allora ammontava a circa 29 miliardi di dollari, motivando tale scelta dicendo che i termini del nuovo accordo erano folli. Sarei rimasto volentieri a Barcellona, un grande club ed una magnifica città”.

Poi, al via i ricordo della sua esperienza nella penisola italiana: “La specialità e la forza del calcio italiano è sicuramente la fase difensiva. Loro eccellono in questo. Arrivai in Serie A quando questo campionato era al top del calcio in generale, infatti oltre alle solite c’erano altri grandissime formazioni che facevano bene in Europa come il Parma, oppure la Roma. La finale di Coppa UEFA del 1998 è un ricordo indimenticabile: vincemmo 3 a 0 contro la Lazio di Cragnotti, che per ironia della sorte fu l’altra squadra che fu veramente vicina ad acquistarmi”.

Per finire un commento alla famosissima “acconciatura” apparsa sulla testa del Fenomeno durante il Mondiale di Giappone e Corea del 2002: “Prima della semifinale mi sentivo al 60% della mia forma, avevo subito un infortunio all’inguine, ed ero preoccupato per le mie condizioni e di conseguenza per la mia prestazione. In quel momento pensai di tagliarmi i capelli in modo strano, di modo che la gente venisse attratta da quello e non dalla mia prova sul campo o del mio infortunio”.

IL NUMERO DI KONDOGBIA INFIAMMA “SAN SIRO”