Lautaro Martinez: “Il numero 10 non mi pesa. Milito? E’ stato fenomenale, ma adesso tocca a me. Sull’Argentina…”

Lautaro Martinez: “Il numero 10 non mi pesa. Milito? E’ stato fenomenale, ma adesso tocca a me. Sull’Argentina…”

Il giovane centravanti si presenta a giornalisti e tifosi nerazzurri

di Antonio Siragusano

Arriva all’Inter con grandi aspettative e con quell’aura di mistero che avvolge i grandi campioni. Alla vigilia della nuova stagione nerazzurra e a quattro giorni dall’inizio degli allenamenti, Lautaro Martinez è forse il calciatore più atteso da tifosi ed addetti ai lavori. In queste prime sessioni, c’è già stato modo di apprezzare le sue qualità palla al piede e la sua capacità di calciare e trovare la porta con estrema facilità. Il senso del gol, insomma, non sembra mancargli. E non poteva essere altrimenti, visto che i suoi primi passi nel calcio professionistico li ha mossi insieme ad un certo Diego Milito, il cui nome pronunciato in ambienti interisti rievoca sempre dei bei ricordi. Quest’oggi, il centravanti argentino si presenta dinnanzi ai giornalisti, nella sala stampa del centro sportivo Suning.  Ecco le sue dichiarazioni raccolte dagli inviati di Passioneinter.com.

NUMERO 10 – “Maglia numero 10? Non mi pesa, è un numero che usavo nel Racing. Quando sono arrivato abbiamo chiesto se era disponibile. Mi hanno detto di sì e sono felice di portarla”.

PRIMI GIORNI – “E’ stato molto bello, l’arrivo, l’accoglienza del gruppo. Stiamo lavorando in un grande gruppo che lavora sodo per far fronte agli impegni futuri. Sin da bambino mi piaceva Radamel Falcao, i suoi movimenti e i suoi gol”.

PROGETTO – “Da quando l’Inter mi ha proposto questo progetto, ho amato questi tifosi. So di poter sfruttare al meglio le mie capacità per dar il meglio in questa squadra”.

ALTRE OFFERTE – “Sicuramente ci sono stati dei contatti con altre squadre prima del mio ingaggio con i nerazzurri. Quando è apparsa l’Inter non ho avuto dubbi. Tra l’altro ho avuto la consulenza di Milito, mi ha parlato del significato e della storia, di cosa comporta essere all’Inter. Sin dall’inizio ho amato questa idea”.

NAZIONALE – “Argentina? Mi sentivo pronto per far parte della nazionale argentina. Ma la scelta spettava al ct e c’erano solo 23 posti a disposizione. Sapevo che i calciatori che giocano in Europa avevano più vantaggi. Sono qui per migliorare giorno per giorno in una squadra importantissima”.

ICARDI – “Con Mauro eravamo già in contatto prima del mio arrivo a Milano e lo voglio ringraziare. Mi ha anche chiamato una settimana prima del mio arrivo. Lavoro per diventare un titolare e dare il meglio per il mio club, come facevo al Racing”.

IMPATTO – “Sono andati benissimo questi primi giorni, ci sono grandi compagni sotto il profilo umano. Questa atmosfera rilassata ci fa lavorare al meglio. Il mister ha le idee chiare e sappiamo tutti cosa fare in vista delle sfide che ci aspetteranno”.

TRADIZIONE – “Gli argentini dell’Inter? Milito ha parlato con me moltissimo, mi ha aiutato un sacco. So che ha fatto tantissimo all’Inter, ha vinto tanto. Non mi resta che fare il meglio per lasciare una buona immagine. Milito ha fatto un lavoro fenomenale, adesso tocca a me fare altrettanto”.

CHAMPIONS – “Ricordo che stavo andando in Brasile ed ho visto che l’Inter perdeva una partita importante. Una volta atterrati abbiamo visto che l’Inter aveva vinto e si era qualificata in Champions, ero molto felice. Da quando è venuta a negoziare il mio ingaggio, non ho avuto nessun dubbio. Lautaro sulla maglia? L’ho scelto perchè è meno comune di Martinez. Toro? Me l’hanno dato quando giocavo a Buenos Aires e mi è piaciuto”.

DERBY – “Conosco benissimo le emozioni del campo, nel derby si affrontano due squadri rivali che danno il massimo. Dall’esterno si respira un ambiente bellissimo, in campo è ancora più forte. Conosco i derby italiani e so già che sentirò emozioni ancora più forti”.

INTER TV – “Il Toro? Quando sono arrivato al Racing un compagno mi ha dato questo soprannome ed è rimasto. Sono cresciuto tanto nell’ultimo periodo e posso giocare su tutto il fronte offensivo ma sono a disposizione del mister. Ultimamente ho migliorato lo stacco di testa, che ho sfruttato e su cui ho lavorato molto. Zanetti e Milito? Mi hanno aiutato a scegliere l’Inter, una squadra importantissima. Anche il modo con cui gioca il mister mi piace. In Argentina ho giocato in stadi fantastici, uno dei più importanti è quello del Racing. Non vedo l’ora di giocare a San Siro davanti il mio nuovo pubblico. Nel tempo libero? Ho intenzione di imparare l’italiano intanto, che adesso capisco ma non parlo. Poi cercherò di migliorare ancora di più in campo”.

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