Luca Facchetti ricorda papà Giacinto: “Il Cipe non ha mai smesso di essere uno dell’Inter”

Luca Facchetti ricorda papà Giacinto: “Il Cipe non ha mai smesso di essere uno dell’Inter”

Il 4 settembre 2006 muore Giacinto Facchetti, ex difensore e presidente nerazzurro, stroncato da un tumore al pancreas

di stefanorisi

Il 4 settembre è una data molto particolare per tutta l’Inter: corrisponde al giorno in cui la leggenda Giacinto Facchetti lascia un vuoto incolmabile per tutto lo sport italiano. Stroncato da un tumore al pancreas, la sua storia è legata a doppio filo con il mondo nerazzurro: in squadra al 1960 al 1978 e vincitore di  quattro scudetti, una coppa Italia, due coppe Campioni e due Intercontinentali. Uno dei più grandi terzini anche della Nazionale, con cui, da capitano, riesce a conquistare anche l’Europeo del 68. Il suo legame con il calcio non si interrompe al solo ruolo di calciatore. Torna nell’Inter durante l’era di Moratti: prima da dg, dopo di che anche nelle vesti di direttore sportivo e vicepresidente, durante la quale aggiunge al palmares anche uno scudetto e due Coppe Italia.

Suo figlio Luca, con un post su Instagram, ha voluto onorare la memoria del padre: “Così quella mattina, forse la più importante della mia vita, mi misi l’abito nuovo e presi il treno per Milano. Dovevo recarmi in via Larga, vicino al Teatro Lirico, per firmare il cartellino dell’Inter. Mi muovevo come un sonnambulo. I minuti, su quel treno, non passavano mai. I minuti di attesa in via Larga erano come secoli. Finalmente mi misero una penna in mano e un cartellino davanti agli occhi. Firmai: Giacinto Facchetti. Poi uscii di gran corsa, giù per le scale, con il cuore che mi batteva forte. Ero dell’Inter! Ero uno dell’Inter!”.

Ricorda inoltre un episodio legato ad un’altra bandiera nerazzurra, Esteban Cambiasso: “ A Firenze, qualche giorno dopo, Esteban Cambiasso incarnò idealmente ogni tifoso nerazzurro, nell’indicare il cielo dopo un gol segnato. E idealmente ancora lì guardiamo tutti noi ogni giorno, col mento leggermente sollevato, a testa alta, ricordandoci di chi è stato Giacinto, in mezzo e sopra a tutti noi, etica, correttezza, umanità.”

Ecco il post:

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