Mazzola: “La squadra di Mancini mi ricorda la mia Inter. Ronaldo il colpo migliore, Cantona…”

Mazzola: “La squadra di Mancini mi ricorda la mia Inter. Ronaldo il colpo migliore, Cantona…”

Sandro Mazzola, una delle più grandi leggende dell’Inter, ha rilasciato un’importante quanto interessante intervista ai microfoni di Fcinternews.it. Tante le tematiche affrontate dall’ex nerazzurro che dal 1995 al 1999 ha anche vestito i panni di direttore sportivo prima di lasciare il posto a Gabriele Oriali. Queste le sue dichiarazioni:

Grandi colpi? Sicuramente Ronaldo, mentre per il secondo posto cito Pirlo. All’epoca (estate ’98, ndr) la Juventus era sul giocatore e, se non ricordo male, aveva una sorta di opzione. Con l’aiuto di Lucescu, allenatore del Brescia in quel periodo, abbiamo organizzato una sfida amichevole a porte chiuse ad Appiano Gentile per visionarlo personalmente. Ci convinse dal punto di vista tecnico, poi parlando con lui negli spogliatoi notai un ragazzo molto sveglio e desideroso di imparare e migliorare. Baggio? La decisione di acquistarlo fu presa da Mereghetti, un ex giocatore dell’Inter che in quel momento si occupava del nostro settore giovanile, il quale avanzò tale idea nel corso di una riunione tra i membri del club. Questa proposta ci convinse. Per noi portare all’Inter un giocatore del suo livello rappresentava una grandissima opportunità. La fortuna di poterlo affiancare a Ronaldo fu una grande cosa per la società. Cantona? Ero andato a vederlo e iniziai a trattare, ma ci furono dei grossi problemi per liberarlo dal Manchester United. Il club inglese chiese una somma troppo elevata per il cartellino, e per portare a termine la trattativa avremmo dovuto fare delle operazioni molto articolate. Non potemmo permetterci una spesa così alta in quel momento. Esonero Simoni? In linea di massima ci rendemmo conto che il gruppo, lo spogliatoio era ormai diviso quando prendemmo la decisione di cambiare allenatore. Uno parte dei giocatori era con il tecnico, un’altra no. Personalmente non ero convinto di questo cambio, ma alla fine arrivò l’esonero. Fu una scelta sofferta, non legata al lavoro e all’aspetto tecnico. Capello? Durante la mia esperienza all’Inter provammo a prenderlo, ci fu anche un incontro con lui. Il problema che portò a far saltare la trattativa riguardò la linea da seguire: ci furono delle idee divergenti sul progetto. L’attuale Inter? La squadra di Mancini mi ricorda la mia Inter. Anche noi vincevamo spesso di misura e le critiche non mancavano. Anche per questo il gruppo attuale mi piace. In prospettiva questa Inter può migliorare molto, l’allenatore è molto bravo e si può certamente lottare per lo Scudetto”.

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