PREPARATI AL MATCH – Tutto su Fiorentina-Inter

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Fiorentina-Inter

E’ il momento della verità: dopo il deludente pareggio di Verona contro l’Hellas l’Inter è chiamata a una grande prestazione per tenere il passo di una Roma ritrovata e degli stessi avversari viola di oggi, che hanno la grande occasione di restringere il campo delle pretendenti a un posto nella prossima Champions League. Al ‘Franchi’ sarà un battaglia per tutti i 90 minuti: c’è in gioco una buona fetta di stagione.

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Un girone dopo il clamoroso 1-4 che portò i viola in testa alla classifica insieme proprio ai nerazzurri è di nuovo Fiorentina-Inter: questa volta però, al fischio finale, di gare al termine del campionato ne mancheranno tredici, abbastanza per poter sperare di recuperare l’eventuale terreno perso, troppo poche per pensare di concedersi gli errori come nelle ultime uscite. La gara in programma al ‘Franchi‘ ci dirà quale sarà l’antagonista principale di una Roma che, almeno nei risultati, appare ritrovata grazie alla cura Spalletti e di un Milan in ascesa. Sarà il match tra le due rivelazioni di inizio campionato, tra la concretezza di cui poteva fregiarsi l’Inter fino a un mese fa e la bellezza di un gioco frizzante di cui la Fiorentina poteva vantarsi prima che fattori esterni turbassero l’ambiente viola. Ma questa sera non ci sono scuse: dopo la noia di Juventus-Napoli di ieri sera, i ventidue in campo dovranno lasciare in campo tutto quello che hanno.

LA STORIA – 84 sono le sfide giocate in Toscana, di cui ben 78 di campionato e solo 6 di Coppa Italia. L’ultima volta che Fiorentina e Inter si sono affrontate per la coppa nazionale era il 13 aprile del 2010: un gol di Eto’o al 57esimo rafforzò il vantaggio accumulato all’andata grazie al gol di Milito e mandò i nerazzurri di Mourinho in finale contro la Roma, primo atto di quell’irripetibile triplete. In campionato l’ultima vittoria risale al 15 febbraio del 2014, quando Palacio e Icardi fissarono il risultato sull’1-2. Nel computo totale 20 sono i successi degli ospiti, 30 quelli dei padroni di casa, con 34 pareggi a bilanciare delle statistiche comunque non troppo negative per il Biscione, considerando la portata dell’avversario. Caratteristica pregnante di questa gara è l’alto numero si reti messe a segno: 215 in tutto, ripartite in 93 dei nerazzurri e 122 per i viola. Il match con più gol risale al 1989, nella stagione del tredicesimo scudetto per l’Inter: la squadra allenata da Trapattoni, nonostante le segnature di Matthaeus e Serena (2), uscì battuta dal ‘Franchi’ grazie ai gol di Roby Baggio, Cucchi e Borgonovo (2), che fissarono il risultato sul 4-3 finale. Nello scorso campionato furono Babacar, Cuadrado e Tomovic a segnare in un durissimo 3-0 per i padroni di casa.

IL PRESENTE – Rispetto a un anno e mezzo fa è cambiato tutto, a cominciare dall’allenatore. Se confrontato con la stagione 2014/15, diverso era stato anche l’approccio dell’Inter a questo campionato, con un primato conquistato e ben difeso per per tutto un girone d’andata a dir poco sorprendente. Ma adesso la squadra di Mancini, al netto delle tante e inutili opinioni espresse nei talk televisivi o da giornalisti-giornalai che non vedono l’ora di aver qualcosa su cui ricamare, non è più quella delle prime dieci giornate di campionato. La virata verso un modulo diverso e, in teoria, meno coperto del 4-4-2 di inizio stagione sommata a un calo fisico leggero ma che dobbiamo riconoscere hanno portato a un’inversione di tendenza in merito a punti conquistati e ai gol subiti: se fino a un mese fa l’Inter era un fortino quasi inespugnabile, nelle ultime tre gare Handanovic ha dovuto raccogliere il pallone in fondo al sacco ben sei volte. La media dei gol realizzati è sempre più o meno in linea con il recente passato, ma questo è un dato che fa riflettere se si pensa che l’Inter macina indubbiamente più gioco rispetto a sei mesi fa. Mancini sta cercando dunque un nuovo equilibrio, proponendo una squadra che prende più rischi ma che può far male più spesso. I prossimi mesi e le prestazioni di alcuni uomini da cui ci si aspetta tanto ci diranno se l’esperimento sarà riuscito.

LE ULTIME – Tornando alla gara di stasera e alle formazioni l’ex allenatore di Galatasaray e Manchester City deve fare i conti solo con la squalifica di Felipe Melo, che sta vivendo un periodo nero e, probabilmente, non avrebbe giocato dall’inizio. Il tecnico di Jesi non ha voluto dare punti di riferimento in conferenza stampa ma pare deciso ad adottare un 4-3-3 sulla base di quello delle ultime uscite. Handanovic difenderà i pali; davanti a lui la linea a quattro sarà composta da Nagatomo e Telles come terzini e Miranda e Murillo come centrali; a centrocampo dentro Medel, con Brozovic e Kondogbia come mezzali; infine in avanti Icardi sarà supportato da Perisic ed Eder. Qualora poi il Mancio dovesse optare per un 4-4-2 dal primo minuto è probabile che ad accomodarsi in panchina sia uno tra Brozovic e Kondogbia, con l’inserimento in fascia di Biabiany o di Ljajic. Panchina dunque per il migliore in campo a Verona, Rodrigo Palacio.
Paulo Sousa, che sarà sostituito in panchina da Lladò a causa della squalifica, ha lavorato in settimana sul 4-2-3-1. I Viola hanno grandi problemi a centrocampo, con Badelj infortunato, Mati Fernandez squalificato e Tino Costa non al meglio. Ecco perché in mediana dovrebbe esserci spazio solo per Vecino e Borja Valero; dietro di loro e davanti a Tatarusanu dovrebbero giocare Roncaglia, Gonzalo Rodriguez , Astori e il rientrante Marcos Alonso; in avanti Kalinic, supportato da Bernardeschi, Ilicic e Tello. Ci si aspetta un grande spettacolo: appuntamento al ‘Franchi‘ alle 20.45.

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