PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Lazio

PREPARATI AL MATCH – Tutto su Inter-Lazio

Alle 20.45 il fischio di inizio del posticipo che chiude la giornata pre-natalizia. Inter-Lazio può mandare in orbita i nerazzurri, che hanno la possibilità di andare in vacanza con un +4 sulla seconda. La Lazio viene da un periodo nero e deve fare i conti con una situazione non certo serena, dato il mercato imminente e le tante voci riguardanti i suoi uomini di punta come Biglia e Candreva: Icardi e compagni hanno una grande occasione.

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Inter-Lazio chiude il 2015 della Serie A e, dopo le vittorie odierne di Fiorentina, Napoli, Juventus e Roma, la gara rappresenta per i nerazzurri l’occasione di riportarsi a +4 sulle più dirette concorrenti. Anche lo scorso anno l’ultima partita prima della sosta natalizia fu quella che vede il Biscione opposto alle Aquile: il risultato finale fu 2-2, con la rimonta dei padroni di casa (di Kovacic e Palacio i gol) dopo il doppio vantaggio biancoceleste targato Felipe Anderson. Da allora, in un anno, è cambiato tutto: la Lazio si accingeva a iniziare il suo trionfale cammino verso i preliminari di Champions, l’Inter quello verso un magrissimo ottavo posto in campionato. Ma ripercorriamo la storia del match prima di arrivare a parlare di oggi.

LA STORIA – Il primo Inter-Lazio risale al 1928 e terminò con un perentorio 3-1 in favore dei padroni di casa, con un Meazza mattatore. Da allora le squadre si sono affrontate altre 81 volte in totale (72 in campionato, sette in Coppa Italia, una in Supercoppa Italiana, una in Coppa Uefa) con una netta prevalenza di successi nerazzurri, ben 45, rispetto a quelli biancocelesti, solo 10; 27 i pareggi. In Serie A le vittorie più larghe del Biscione sono arrivate nel 1934 e nel 1961 (rispettivamente 8-1 e 7-0), mentre si segnala un 3-5 per i capitolini nell’ottobre del 1998. Ben tre volte il match ha assegnato un trofeo: nel 1998 Inter e Lazio si sono affrontate a Parigi nella finale di Coppa Uefa, terminata 3-0 per l’Inter; nel 2000 Inter-Lazio è stata valevole per la finale di ritorno di Coppa Italia, in cui lo 0-0 consegnò il trofeo agli uomini di Eriksson; nel 2009, infine, a Pechino i gol di Matuzalem e Rocchi consegnarono alla Lazio la Supercoppa di Lega contro la squadra che avrebbe conquistato tutto nei mesi a seguire.

IL PRESENTE – Come dicevamo in apertura, rispetto a un anno fa la situazione è radicalmente cambiata: è plausibile e condivisibile pensare che la Lazio abbia fatto un mercato deludente, soprattutto in relazione ai tanti impegni, tra campionato, Europa e Coppa Italia, della squadra di Lotito. Ma nessuno avrebbe mai scommesso su una squadra in crisi di identità e che a dicembre è più vicina alla zona retrocessione che a quella che porta in Europa. Una delle motivazioni principali può risiedere nel grave infortunio di De Vrij, vero faro della retroguardia capitolina: senza l’olandese la Lazio ha subito 25 reti, una in meno del Verona ultimo in classifica. A ciò si aggiunge il malcontento di alcuni uomini che avevano trascinato la squadra al terzo posto nella stagione passata: Candreva, nonostante il suo contratto scadrà nel lontano 2019, non è sereno e non ha preso benissimo la decisione di Pioli di affidare a Biglia la fascia di capitano; Felipe Anderson è il lontano parente di quel calciatore che fino a sei mesi fa godeva di una forma fisica straripante; i terzini non aiutano in fase offensiva e non svolgono bene i loro compiti difensivi, lasciando troppo spesso in inferiorità numerica i compagni. E sembra non ritrovarsi nemmeno il centravanti di turno: Djordjevic non è ancora al massimo dopo l’infortunio patito nello scorso campionato, Klose viene spessissimo tenuto fuori a causa di problemi fisici e Matri – che questa sera dovrebbe giocare – appare come l’unico barlume di speranza.
Tutto il contrario di ciò che si può ammirare in casa Inter: le ultime vittorie hanno messo in mostra un gruppo coeso e sereno, che sul campo sa sfruttare le occasioni e ne concede poche. Miranda e Murillo, ad oggi, sono la miglior coppia difensiva del campionato, mentre la varietà e l’abbondanza di giocatori in avanti può mettere Mancini in condizione di variare l’undici iniziale a seconda dell’avversario.

LE ULTIME – L’ex tecnico del City potrebbe optare per un 4-2-3-1 mascherato in 4-4-2 in fase difensiva. A detta del tecnico di Jesi Handanovic, Miranda, Murillo, Medel e Brozovic sono sicuri del posto e andranno a comporre l’ossatura centrale della squadra. Sulle fasce come terzini dovrebbero esserci Montoya e Telles, che dopo l’ottima prova delle ultime uscite possono ambire a divenire dei titolari fissi; a completare l’undici ci saranno poi Ljajic e Perisic, che agiranno come ali di centrocampo, e infine Icardi e Jovetic, con il montenegrino che dovrà sfruttare centralmente gli spazi creati dall’argentino. Pronti a subentrare dalla panca Kondogbia, Guarin, Biabiany e Palacio.
Stefano Pioli ha una lunga lista di indisponibili: Klose, Basta, Gentiletti, Marchetti, Kishna, Lulic e De Vrij sono infortunati e costringeranno il tecnico ex Bologna a un 4-3-3 colmo di riserve. Berisha difenderà i pali; davanti a lui ci saranno Konko e Radu come terzini e Hoedt e Mauricio come centrali difensivi; Biglia agirà come centromediano metodista, con Cataldi e Parolo ai lati; Candreva e Felipe Anderson, infine, saranno gli attaccanti esterni che dovranno suggerire per Matri, unica punta.
In conclusione di questo ultimo ‘Preparati al match’ dell’anno, oltre a darvi appuntamento per questa alle ore 20.45 a San Siro, auguriamo ai lettori un sereno Natale e un 2016 pieno di gioie… possibilmente nerazzurre!

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