Le PAGELLE di Lazio-Inter 2-3: è ancora Brozović il man of the match

Le PAGELLE di Lazio-Inter 2-3: è ancora Brozović il man of the match

I voti e i giudizi di tutti i protagonisti della partita giocata allo stadio Olimpico di Roma tra il Biscione guidato da Luciano Spalletti e la Lazio di Simone Inzaghi

di Giorgio Crico, @gio_prankster

LE PAGELLE

Vecino Milinkovic Savic

Ecco i voti e le pagelle di Lazio-Inter a cura della redazione di passioneinter.com

.
Voto alla partita 6,5 – 
Una gara di intensità, tecnica, velocità e anche più di un errore. Ma, nel complesso, una partita di buon livello ed emotivamente devastante per le parti in causa. Fossero tutte così…

Voto alla squadra 6,5 – La prestazione è insufficiente, non si possono dire bugie. Però la cattiveria mostrata dall’Inter nel momento in cui la Lazio s’è di fatto squalificata da sola e la capacità di finire gli avversari con estremo cinismo non possono essere valutati meno che bene.

_________________________________________________________________________

HANDANOVIĆ 6 – Luci e ombre ma, nel complesso, è uno dei pochi a mantenersi decoroso. Partita decente, la sua. Non eccezionale ma passabile.

JOÃO CANCELO 5,5 – Migliora di poco con il passare dei minuti e con la crescita delle sue responsabilità ma, nonostante tutto, non riesce a essere incisivo fino in fondo.

ŠKRINIAR 6 – Condivide le incertezze di reparto e contro l’altro automa devastante del campionato (chiamasi Sergej, per chi non l’avesse notato) balbetta più del solito. Mezzo voto più di Miranda perché almeno in gestione del possesso riesce a non perdere mai la bussola.

MIRANDA 5,5 – Nel secondo tempo migliora il rendimento dopo una prima parte di gara francamente traballante. 

D’AMBROSIO 6 – Il gol è una perla clamorosa a vederlo e rivederlo. Però il resto della prestazione è stato complesso e a momenti non proprio tranquillizzante.

Dall’81’ RANOCCHIA 6,5 – Entra e fa esattamente tutto quel che serve, risolvendo anche un paio di situazioni in area potenzialmente molto insidiose. L’approccio, una volta di più in stagione, è stato fantastico: la nuova vita da panchinaro di lusso (?) ha restituito all’Inter un altro Ranocchia.

VECINO 5 – Qualcuno s’è accorto della sua presenza in campo? Probabilmente neanche lui. Il gol è il classico lampo nel buio che cambia la sua partita perché gioca gli ultimi 10′ più recupero come non faceva da mesi, mesi e mesi. Resta il peggiore in campo, a dimostrare la totale imponderabilità del calcio.

BROZOVIĆ 7 – L’unico che prova a giocare con il cervello per tutto l’arco del match. Imposta, chiude, corre e ragiona più di tutti i compagni messi insieme per ampi tratti del match.

RAFINHA 5 – A differenza di altri lui sembra darsi perlomeno da fare. Ma non incide mai e non riesce mai a distinguersi in positivo.

Dal 68′ KARAMOH 6 – Entra in campo con il suo swag e infastidisce la difesa laziale grazie alla sua leggerezza giovanile. Peccato non faccia mai il movimento giusto in un paio di situazioni che potevano valere il 4-2 ma nessuno è perfetto.

CANDREVA 4 – Mai in partita, nemmeno per sbaglio.

Dal 61′ ÉDER 5,5 – Non si vede mai, fa solo una cosa buona ma Icardi la spreca. Dev’essere stranissimo essere una sorta di attore non (ma molto non) protagonista in una situazione del genere. Ecco, perlomeno non è dannoso.

ICARDI 5,5 – Sbaglia due palloni che normalmente mette almeno nello specchio, per il resto non si nota quasi mai, se non per qualche protesta isterica totalmente priva di fondamento. Il rigore realizzato lo rilancia e dal gol segnato in poi si batte con molto più coraggio.

PERIŠIĆ 6 – Luci e ombre per tutto il match, in cui ha alternato giocate intelligenti e altre meno brillanti. Il cambio in corsa di quattro ruoli diversi non lo ha aiutato ma, perlomeno a livello di intensità, non si è mai tirato indietro per tutti i 90′. Quest’anno, al netto di una pausa clamorosa, segna comunque un passo avanti per lui.

SPALLETTI 5,5 – Si gioca tutte le carte che ha a disposizione, non si capisce se per convinzione o disperazione. Però se la squadra ha morso senza pietà al collo la preda non appena ha sentito l’odore del sangue nonostante fosse essa stessa a un centimetro dal tracollo è anche merito suo.

⇓⇓⇓ LA CELEBRAZIONE DEI 100 GOL DI ICARDI ALL’INTER ⇓⇓⇓

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy