Le PAGELLE di SPAL-Inter 1-1: male Éder e Candreva, si salvano i centrali di difesa

Le PAGELLE di SPAL-Inter 1-1: male Éder e Candreva, si salvano i centrali di difesa

I voti e i giudizi di tutti i protagonisti della partita giocata a Ferrara tra la SPAL guidata da Leonardo Semplici e l’Inter allenata da Luciano Spalletti, per l’occasione agghindata con la terza maglia

di Giorgio Crico, @gio_prankster

LE PAGELLE

FERRARA, ITALY - JANUARY 28: Pasquale Schiattarella of Spal competes for the ball with Marcelo Brozovic of FC Internazionale during the serie A match between Spal and FC Internazionale at Stadio Paolo Mazza on January 28, 2018 in Ferrara, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

Ecco i voti e le pagelle di SPAL-Inter a cura della redazione di passioneinter.com

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Voto alla partita 5 – Una partita brutta, noiosa e francamente densa di errori tecnici. Al di là di tre o quattro giocate individuali che un pochino spiccano sul resto della partita, non sono certo 90 minuti che resteranno nella storia. Probabilmente si parlerà fin troppo bene della SPAL per via del punto strappato all’Inter ma la verità è che anche i ferraresi non hanno combinato quasi nulla prima del minuto 80.

Voto alla squadra 5 – La povertà a livello di sbocchi offensivi è semplicemente drammatica: il centrocampo gira al massimo per mezz’ora a partita, l’attacco nemmeno quello. La squadra prosegue la sua lotta con i suoi fantasmi e fatica enormemente anche solo a rimanere a galla.

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HANDANOVIĆ 6 – Sbaglia la lettura su un cross che potrebbe costare carissimo. Sul gol non ha responsabilità.

D’AMBROSIO 6 – Una partita senza lode né infamia, onestamente.

ŠKRINIAR 6,5 – Nell’uno contro uno è sostanzialmente insuperabile per almeno un’ora. Ha meno responsabilità del solito in fase di costruzione e quindi, in quell’aspetto può riposare dopo le ultime flessioni delle ultime uscite.

MIRANDA 6,5 – Di fatto, come il compagno di reparto, non sbaglia una transizione negativa che sia una e, a tratti, torna a torreggiare sugli avversari come da tempo non accadeva.

JOÃO CANCELO 6,5 – Forse la valutazione è un pelo generosa ma serve a marcare la differenza tra il portoghese e la maggior parte del resto dei compagni, al netto del fallo su Bonazzoli nel finale e di qualche “libertà concettuale” che si prende in uscita di palla (veroniche al limite dell’area e passaggi molto rischiosi senza nessuno alle spalle). Ma del resto questo è lo stile di gioco del giocatore, prendere o lasciare, e al momento è il più impattante dell’intera rosa.

BROZOVIĆ 6 – Il croato è nettamente il miglior centrocampista nerazzurro lungo il corso del primo tempo e anche nella ripresa riesce a rendersi utile sfruttando le sue qualità dinamiche.

Dall’86’ GAGLIARDINI SV

VECINO 5 – Un’altra prestazione insufficiente. Non è gravissima, per carità, ma quell’errore sul mancato 2-0 pesa come un macigno sulla partita e sulla sua valutazione personale perché è il simbolo di una prestazione non particolarmente positiva da metà campo in su che, con poco, avrebbe potuto essere nettamente migliore. Occhio che rischia tantissimo di diventare anche lui un giocatore a cui si perdona troppo in nome dei chilometri percorsi.

BORJA VALERO 6 – Un primo tempo veramente difficile per il centrocampista spagnolo. Nel secondo cresce nettamente, sia nelle letture difensive che nella gestione dei possessi e strappa la sufficienza. Il peso della sconfitta di certo non grava sulle sue spalle nonostante i primi 45′ perché, e questo è un po’ assurdo, il numero 20 conclude la partita addirittura in crescendo.

Dal 91′ RAFINHA SV

CANDREVA 5 – Prosegue la guerra psicologica contro sé stesso dell’esterno romano: non è particolarmente in forma e, soprattutto, è in un momento in cui sbaglia sistematicamente ogni decisione che deve prendere. Stavolta avrebbe anche il pallone per riprendere fiducia ma centra Meret invece di bucare la rete e la sua partita, di fatto, finisce lì. La sua crisi pare irreversibile, adesso.

Dal 46′ ÉDER 4,5 – L’italo-brasiliano entra e non trova mai la posizione. Ma mai, mai, mai, nemmeno per sbaglio. Emblematico un momento a metà della ripresa quando il numero 23, in teoria in appoggio a Icardi, ci mette talmente tanto tempo a tornare nella porzione di campo di sua competenza che per due minuti sembra esserci Vecino a fare da seconda punta.

PERIŠIĆ 5 –Poveretto, lui prova anche a rendersi utile con dei ripiegamenti difensivi e andando a prendere il pallone di testa sui piazzati ma è in un momento in cui un po’ non gli riesce nulla, un po’ – come Candreva – prende costantemente la decisione sbagliata. Il dramma, per l’Inter, è che entrambi gli esterni sono in questa condizione contemporaneamente.

ICARDI 5,5 – In partite come queste lui tende a sparire dal campo ma, stavolta, pur sbagliando non poco, almeno prova a uscire dall’area e a dare sponde utili ai compagni. Deve ancora crescere moltissimo in questo aspetto del suo gioco ma perlomeno non è stato del tutto inutile. Va anche detto che ha sulla coscienza quella palla del primo tempo che avrebbe dovuto segnare.

SPALLETTI 5,5 – La preparazione della partita non sembra né sbagliata né brillantemente efficace: si gioca appena può la carta Éder per fare più densità in mezzo e abbandonare la strada sterile del tam tam sulle fasce. Il vero problema è che non ha alternative credibili ai titolari né per raddrizzare le partite a gara in corso né per prepararle cambiando chissà quanto il piano gara. Ma è una cosa nota da agosto…

⇓⇓⇓ VECINO A DRIVE INTER ⇓⇓⇓

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