CdS – Bodo-Inter, le pagelle: solo in due si salvano
Le pagelle del Corriere dello Sport
Serata amara per l’Inter in Norvegia, sconfitta dal Bodo/Glimt in una prestazione giudicata insufficiente dal Corriere dello Sport. Nelle pagelle del quotidiano sportivo, i voti sono impietosi per quasi tutti i protagonisti nerazzurri.
Il migliore in campo è stato Pio Esposito, che conquista un 6,5 grazie al gol che aveva momentaneamente rimesso in carreggiata i nerazzurri prima del crollo nella ripresa. La sua zampata non è bastata però a evitare la sconfitta. Altra sufficienza per Darmian, alla prima da titolare stagionale a metà febbraio: prestazione dinamica e un palo che gli ha negato la gioia personale.
Male invece la maggior parte della squadra. Il voto peggiore è per Mkhitaryan, che riceve un 4,5: l’armeno è stato impreciso, ha rallentato la manovra e si è fatto cogliere di sorpresa dalle ripartenze norvegesi, agevolando le avanzate avversarie. Insufficienze pesanti anche per Bastoni e Akanji, entrambi da 5. Il difensore italiano, schierato dal primo minuto dopo i giorni burrascosi recenti, viene messo fuori causa dalla giocata che porta al vantaggio del Bodo. Lo svizzero, spostato a destra, non ha garantito la solita solidità.
Acerbi ottiene un 5,5: tornato titolare in Europa, ha faticato contro l’attaccante avversario. Stesso voto per Barella, impiegato in regia al posto di Zielinski: si divora un gol servito da Lautaro e si lascia prendere dalla frenesia. Il capitano argentino chiude con un 5,5, con un tacco per il compagno e il palo come uniche giocate positive, prima di uscire per un fastidio che ha preoccupato Chivu.
Sommer raccoglie tre palloni dalla rete senza potersi opporre (5,5), mentre Sucic si intestardisce in iniziative personali improduttive (5). Carlos Augusto crea qualche grattacapo alla difesa norvegese ma manca di continuità (5,5). Thuram, subentrato nella ripresa, non riesce a cambiare l’inerzia del match (5,5). L’allenatore riceve un 5: buon approccio iniziale ma una flessione nella ripresa che costa cara, con il calendario che lo ha costretto ancora una volta a rimescolare le carte.