Il ritiro di Donaueschingen sta regalando indicazioni incoraggianti sul futuro di Aleksandar Stankovic. Il centrocampista serbo, tornato alla base dopo l’esperienza al Club Brugge, ha mostrato una maturazione evidente che non è passata inosservata agli occhi dello staff tecnico e dei compagni.
Secondo quanto riporta il Corriere dello Sport, Stankovic indosserà la maglia numero 5, la stessa che fu di suo padre Dejan. Nel DNA del giovane classe 2005 c’è un talento enorme, coltivato negli anni della cantera nerazzurra e maturato attraverso le esperienze all’estero con Lucerna e Bruges, pronto ora a esplodere definitivamente con il rientro alla base, voluto fortemente sia da lui che dal club.
Il campionato belga e la prima esperienza in Champions League hanno lasciato nel giovane Stankovic, che ad agosto compirà 21 anni, una consapevolezza importante, figlia della continuità avuta durante la parentesi in prestito. L’impatto nella prima squadra dell’Inter è risultato piuttosto convincente secondo il tecnico e anche per i compagni che lo hanno riabbracciato e che lo seguono dentro e fuori dal campo.
Particolarmente sorprendente è la pulizia nel tocco di palla, di gran lunga superiore alla media. Stankovic muove il pallone nello stretto e nel lungo in una maniera ritenuta addirittura già oggi migliore di suo padre, che è stato tra i più grandi centrocampisti in Europa nella sua generazione.
Nei primi giorni di ritiro è stato provato da vertice basso nel centrocampo a tre, dove durante la stagione potrà far rifiatare all’occorrenza Calhanoglu e Zielinski. Il suo contributo non si esaurisce però in quella zona di campo: potrà agire anche da interno perché ha dimostrato di avere nelle corde la capacità di accompagnare e rifinire l’azione. Nel centrocampo che ha in mente l’allenatore per la prossima stagione, formato da sette elementi, c’è spazio anche per il serbo.