Gianfranco Matteoli ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport toccando diversi temi del calcio italiano, dalla situazione del Cagliari fino alle prospettive dell’Inter in questa stagione.
L’ex centrocampista si è espresso con durezza sul caso Esposito: «Non entro nel merito della trattativa con la società, ma trovo scandaloso il certificato medico per stress emotivo. Lo stress lo vive il contadino che ho visto questa mattina andare verso il campo sotto un sole feroce, o mio padre che si alzava all’alba per mungere le pecore. Ci vuole rispetto, io non mi sarei mai sognato di fare una cosa del genere».
Sul campionato, Matteoli non ha dubbi su chi sia la squadra da battere: «L’Inter è ancora la più forte. Il Napoli può darle fastidio, ma parte dietro». Diverso il discorso quando si parla di competizioni europee: «Il discorso è diverso. Sul palcoscenico internazionale ti confronti con i colossi. È tutto più complicato».
L’ex giocatore ha analizzato anche la crisi del calcio italiano: «Abbiamo dimenticato di insegnare la tecnica ai nostri giovani. Servono anni per affinarla, insegnare la tattica è molto più semplice. Ma senza la tecnica di base dove vuoi andare?».
Sul tema dell’intensità moderna del gioco, Matteoli ha le idee chiare: «Storie. I calciatori di un tempo sembravano lenti da lontano. Quando te li trovavi di fronte era un’altra faccenda. Ricordo quando ero al Como e andammo in A il nostro allenatore, il povero Burgnich, organizzò una partita con i suoi ex compagni dell’Inter, c’erano Facchetti, Corso, Suarez. Io mi fermavo durante la partita a guardarli, fenomeni autentici».
Campione d’Italia con l’Inter nell’89, Matteoli ha mosso i primi passi proprio al Como e sul fenomeno Fabregas ha commentato: «Una realtà incredibile. Ai miei tempi il Como vendeva, adesso compra».