Il Corriere della Sera propone un parallelismo storico per spiegare la tendenza dell’Inter a rimontare da situazioni di svantaggio. Il quotidiano accosta il comportamento della squadra al celebre stratagemma di Gabriele D’Annunzio, che simulò la propria morte per alimentare l’interesse verso la sua prima raccolta di poesie.
“Gabriele D’Annunzio, grande uomo marketing, oltre a inventare lo scudetto che a partire dal 1924 sta sul petto di chi vince il campionato, ideò anche la sua finta morte per lanciare la prima raccolta di poesie sfruttando l’onda emotiva. L’Inter usa il metodo del Vate con un pizzico di incoscienza e per la terza volta in otto giorni va sotto di due gol e si finge stecchita al cospetto dell’avversario. È già la quinta volta della gestione Chivu con due gol di svantaggio”, si legge nell’articolo.
Secondo la testata milanese, la squadra di Chivu sembra quasi compiacersi nel concedere vantaggi agli avversari prima di scatenare la reazione. “A questa Inter piace scherzare, prendere schiaffoni che poi si rivelano innocui, a meno che davanti non ci siano Kilyan Mbappé e Jude Bellingham“, prosegue il Corriere.
Il parallelismo si spinge oltre, interpretando questa tendenza alle rimonte come una sorta di tattica psicologica. Apparire vulnerabili, svogliati o presuntuosi per poi risvegliarsi improvvisamente: una modalità che riempie San Siro di adrenalina e costringe una rosa ancora in fase di rodaggio ad alzare il proprio rendimento.