Quattro sconfitte consecutive in Europa, sette in dodici gare complessive alla guida dell’Inter: secondo il Corriere della Sera, quello di Chivu è il record negativo del club nelle competizioni continentali. Un dato che pesa, considerata l’importanza della Champions League come principale fonte di guadagno, e che rende urgente un’inversione di tendenza.
Il quotidiano non si ferma alla difesa o al portiere. Prima della sfida contro i campioni del Belgio, il tecnico nerazzurro aveva rivendicato la necessità di non alterare la propria identità: «Chivu filosofeggiava sulla necessità di non cambiare la propria identità di squadra che cerca il dominio del gioco: anche Guardiola ha sempre spiegato che per lui è meglio perdere con le proprie idee che vincere tradendole», scrive il giornale.
Il problema, sottolinea il CorSera, sta nel gap tra le ambizioni di gioco e le caratteristiche della rosa. Giocare un calcio offensivo, verticale, fondato su pressing e recupero alto richiede giocatori adatti. L’età media dell’Inter è di 28,5 anni, contro i 24,5 del Bruges. Il centrocampo, compresi gli esterni, produce occasioni e gol, ma non copre con rapidità la difesa, rimasta senza un marcatore come Acerbi, «del resto inadatto a questo tipo di atteggiamento», si legge sul quotidiano.
La formula che funziona in Italia — segnare più degli avversari — non basta in Europa. «Il circolo vizioso va interrotto. Alla svelta», conclude il giornale.