Aldo Serena, intervistato dal Corriere della Sera, guarda alla sfida tra Inter e Como partendo da una prospettiva insolita: quella di chi ha vestito entrambe le maglie. Prima di analizzare la partita di domani, l’ex giocatore ricorda la stagione trascorsa in riva al lago nel 1979, conclusa con la promozione in Serie A. «Fu un’annata meravigliosa», racconta, citando compagni come Piero Volpi, Villiam Vecchi e Pietro Vierchowod.

Tra il Como di allora e quello attuale, Serena individua un filo conduttore: «Era una provinciale che spendeva con giudizio. Un tratto in comune con la società attuale però lo intravedo, ovvero l’ingegno di puntare sulle persone più idonee». Anche in panchina il parallelo regge, a suo avviso: così come Pippo Marchioro portava idee innovative, Cesc Fabregas «non solo ha una visione ma pure la capacità di trasmetterla e farla assimilare al meglio ai suoi giocatori». Per Serena, il tecnico spagnolo è «l’anima del progetto Como».

Sul match di domani a San Siro, l’analisi è netta riguardo alle responsabilità in campo. «L’Inter deve giocare con la stessa umiltà e coesione mostrata a Rotterdam, solo così può limitare il tourbillon di passaggi con cui il Como ti può ubriacare», afferma. E sull’imbattibilità storica dei nerazzurri contro i lariani aggiunge: «Non significa nulla». Secondo Serena, dopo il 9-1, Fabregas ha deliberatamente abbassato i toni per mantenere la concentrazione del gruppo: «Vuole il basso profilo per fare risultato anche a San Siro».

Il giocatore da tenere d’occhio, per l’ex giocatore, è Douvikas: «Pagato poco e sa far tutto». Quanto a Cristian Chivu, sapendo che Fabregas era la prima scelta per l’Inter, Serena non vede problemi: «Non sarà né disturbato né indispettito».

Chi rischia di più, alla fine, è chiaro: «L’Inter dopo la sconfitta nel derby e lo scontento dei tifosi. Il Como già sta facendo miracoli». Sul possibile inserimento dei lariani nella corsa scudetto in caso di vittoria, Serena è cauto: «Da quest’estate non considero il Como come un’outsider. Ma saprà gestire il doppio impegno?».