EDITORIALE – Il momento di calare il poker

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Di Giorgio Crico.

Meno quattro. Ancora 360 minuti e sapremo in che posizione di classifica l’Inter concluderà la sua stagione. Gli ultimi sei punti incassati nelle due non semplici trasferte di Marassi e del Tardini hanno restituito parecchio entusiasmo a un ambiente che solo poche settimane fa, per l’esattezza dopo il tragicomico 2-2 col Livorno, pareva sfiduciato, agonizzante e in procinto di operare un teatrale suicidio sportivo (com’è tradizione in casa nerazzurra), almeno secondo alcuni improvvisati Soloni per cui tutto era comunque da buttare. Specialmente quando, alla prova d’appello casalinga col Bologna, il Principe ha fallito il primo (e unico) rigore del campionato.

Ovviamente due vittorie, nonostante dicano sei gol fatti e zero subiti, dato rilevante specialmente in quel di Parma, non possono al contrario esaltare la piazza ma comunque consegnano al popolo del Biscione un cauto ottimismo che fa ben sperare i più in vista del finale di stagione. La Fiorentina è lì ad appena due lunghezze di distanza (in virtù degli scontri diretti favorevoli basterebbe addirittura raggiungerla per avere la certezza del quarto posto) ma Parma e Milan rimangono distanti cinque punti: un buon divario, certamente, ma non sufficiente per dormire sonni particolarmente sereni.

Il calendario non è al momento favorevole, inoltre: Napoli, Milan, Lazio e Chievo, ancorché si potrà godere del fattore campo in due occasioni su quattro (e parzialmente nel derby), non sono certo avversari semplici da fronteggiare in questo particolare periodo storico della nostra Serie A. Il Napoli resta la terza forza del torneo ed è la tipica squadra da big match: se gli Azzurri hanno saputo tirare fuori tutto quel che avevano lungo l’arco della stagione, ciò è accaduto sempre in concomitanza con impegni probanti.

Il derby fa storia a sé da sempre e anche stavolta i presagi lasciano intuire che il Milan farà di tutto per trovare quella vittoria che gli manca dal 2011 e che l’anno scorso solo Schelotto, all’apice della sua carriera con la Beneamata, poté impedire nella stracittadina di ritorno. Infine ecco la Lazio: da sempre avversaria tosta in ogni occasione, nonostante il celebre gemellaggio che lega le tifoserie, l’armata biancoceleste di Reja non è indubbiamente l’accozzaglia di giocatori svogliati e anarchici della gestione di inizio anno di Petkovic e l’Inter ne ha avuto prova già all’andata. Note positive? Molto probabilmente, se non senz’altro, ai capitolini mancherà Klose, così come Hernanes stavolta giocherà con l’Inter, vantaggi non da poco ma nemmeno tali da essere certi di non subire rischi, visto anche il grande Candreva degli ultimi tempi e l’esplosione di Keita.

Infine il Chievo, squadra sempre rognosa con cui il Biscione non ha mai fatto particolari faville: se i gialloblù dovessero trovarsi nella poco simpatica situazione di dover vincere per forza all’ultima giornata per salvarsi, la gara potrebbe diventare addirittura una battaglia senza esclusione di colpi, che indubbiamente favorirebbe la compagine con la motivazione più pressante.

Ecco dunque subito presentato il poker di sfide che aspettano l’Inter nel prossimo e conclusivo mese di campionato. A questo quartetto di impegni, però, Mazzarri può rispondere con un suo personalissimo poker d’assi grazie ai quali la Beneamata può far male a chiunque: lo spumeggiante Icardi dell’ultimo periodo, il Kovacic titolare sempre delle ultime uscite, l’eterno e fantastico Trenza Palacio e infine proprio quell’Hernanes che si sta prendendo sempre più sulle spalle il centrocampo della squadra. Se a questi si aggiungono poi autentici jolly come l’ultimo Handanovic, l’inesauribile Nagatomo e una difesa solida, magari con un Ranocchia nuovamente formato Mondiale come spesso gli è capitato ultimamente, capace di chiudere tre delle ultime cinque gare con un clean sheet, beh, allora questo finale di stagione potrebbe essere tutto da gustare.

Ma attenzione, conosciamo l’Inter: un piccolo digestivo post-partita forse conviene tenerlo sempre a portata di mano. Ci auguriamo di no ma data la natura dei nerazzurri meneghini chissà che non torni utile anche come cordiale per tirar su lo spirito…

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