Inter, da Pistone a Dalbert: a sinistra ne sono passati 27 in 20 anni!

Inter, da Pistone a Dalbert: a sinistra ne sono passati 27 in 20 anni!

Carrellata dei terzini mancini che hanno vestito la maglia nerazzurra nelle ultime due decadi: pochi top tra flop e “desaparecidos”. Ora tocca al brasiliano in arrivo dal Nizza

di Gianluigi Valente

RARITÀ

Nelle faraoniche campagne acquisti di fine anni ’90 e inizi anni ’00, Massimo Moratti e i suoi miliardi riuscirono a portare a Milano calciatori invidiati perfino dalle migliori squadre dell’epoca. Il paradosso di quelle stagioni, però, è che dopo la Coppa Uefa del 1998 il primo trofeo messo in bacheca dall’ex patron sarebbe stata una modesta Coppa Italia portata a casa solo nel maggio 2005.

Al netto di tutte le polemiche tipicamente italiane venute fuori nell’estate di Calciopoli, le ragioni di tanti insuccessi e tante delusioni vanno ricercate anche in uno squilibrio squisitamente tecnico e tattico: il buon fiuto e i tanti soldi spesi per giocatori d’attacco in quegli anni sono stati spesso vanificati da infinite amarezze difensive.

Facendo uno sforzo di memoria, individuare i vari poli positivi delle tante batterie-Inter che hanno funzionato a singhiozzo è facile quanto trovarne i poli negativi. Da una parte Ronaldo, Vieri, Baggio e Recoba, dall’altra Brechet, Pistone, Coco e Milanese, tutti accomunati, questi ultimi, da un unico triste destino: essere terzini sinistri in un periodo di transizione sia per l’Inter che per i compiti tattici di quel ruolo (nei moderni 4-4-2 o 4-3-3 il vecchio numero 3 aveva il compito di spingersi ben oltre la metà campo, presupponendo la partecipazione alla fase offensiva e, quindi, qualità tecniche e doti fisiche molto più pronunciate rispetto al passato).

Pochissime furono le compagini che a cavallo del nuovo millennio poterono contare su terzini mancini di questo tipo: l’Inter ci provò, a volte pescando giocatori davvero mediocri, altre volte calciatori potenzialmente validi e che magari in contesti diversi avrebbero avuto un approccio migliore. Questa difficoltà non è scemata negli anni, nemmeno nell’era Mancini o nel biennio targato Mourinho. Ora l’Inter ci riprova con Dalbert, in arrivo dal Nizza. Sperando di trovare in modo stabile il suo perno mancino dopo anni e anni di ribaltoni e comparsate.

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  1. dvario5_137 - 3 anni fa

    Alcuni, Favalli, Panucci, Grosso, non-interisti, non pervenuti!

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  2. dvario5_137 - 3 anni fa

    Maxwell:ha giocato per anni al Barca e al PSG,perchè poi non è stato tenuto in nerazzurro?

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  3. mata la vieja - 3 anni fa

    un problema non solo intertrista.

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  4. fioretti.giusepp_897 - 3 anni fa

    Quello dei terzini è stato da sempre un problema e non solo a sinistra.
    andando più indietro nel tempo potremmo aggiungere anche Tramezzani…altro flop senza parlare di G.Baresi che arrivava a fondo campo, si fermava, spostava la palla sul destro e poi crossava…mai un cross di sinistro.
    Dicevo di quelli di destra. mi spiace doverci mettere Zanetti ma il suo miglior campionato lo ha fatto con Mourinho quando lo ha proposto come centrale in coppia con Cambiasso…per il resto 20 anni di cross sballati dalla fascia destra arrivando a fondo campo.
    Dinamismo eccezionale ma piedi da 3^ categoria; con piedi più “duttili” avrebbe potuto segnare 3 goal a partita, entrando in porta in slalom o tirando da fuori. L’unico terzino sinistro che abbiamo avuto di livello alto è stato Breme, acquistato in offerta 2×1 in coppia con Matthaus

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