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ESCLUSIVA – Il C.T. dell’Ungheria su Szoboszlai: “Vuole l’Italia, lo prenderà una fra Lazio, Milan ed Inter. Già a gennaio…”

Marco Rossi, commissario tecnico della nazionale ungherese, ai microfoni di Passioneinter.com: "So che è in trattativa con uno di questi tre club che erano interessati a lui. Il suo agente è fiducioso per il trasferimento in estate"

Daniele Najjar

A soli 19 anni, Dominik Szoboszlai è titolare indiscusso del Red Bull Salisburgo in Austria, con all'attivo già cinque presenze in Champions ed 8 nella nazionale maggiore ungherese.

In queste settimane si rincorrono le voci di mercato che lo riguardano soprattutto per quanto riguarda il Milan e la Lazio, anche se è stato accostato all'Inter in diverse occasioni. La redazione di Passioneinter.com ha contattato in esclusiva Marco Rossi, commissario tecnico proprio della nazionale dell'Ungheria dal 2018, con un passato in Serie A da calciatore (fra Torino, Brescia e Sampdoria...) e nelle serie minori come tecnico. Con lui, che lo conosce bene, abbiamo parlato del giovane talento e del possibile trasferimento in Italia.

Marco, intanto ti chiedo: come sta andando il tuo percorso con la Nazionale Ungherese?

""Sta andando abbastanza bene. Avremmo voluto qualificarci direttamente per gli Europei, ma non è stato possibile. Nelle partite di ritorno del girone abbiamo avuto alcuni problemi con gli infortuni. Non avendo molti nomi di livello internazionale, è stata dura rinunciare a 5 centrocampisti su 6 contro la Croazia e 3 difensori su 4 contro il Galles. Lo abbiamo pagato. Ma come miglioramenti che si sono visti sotto diversi aspetti, dunque possiamo essere moderatamente soddisfatti".

Come sei arrivato ad allenare un club ungherese, nel 2012?

"Ho iniziato in modo fortuito e forzato. In Italia ho potuto allenare solo in serie C, dopodiché non ho avuto più opzioni. Dal febbraio 2011 ho passato un anno e mezzo senza proposte lavorative. In quel periodo andai un paio di volte in Ungheria a trovare un amico che aveva un ristorante ed in maniera del tutto fortuita conobbi l'allora direttore sportivo dell'Honved, l'italiano Fabio Cordella. Da cosa nasce cosa e di lì a poco ho avuto la possibilità di iniziare a lavorare con la prima squadra dell'Honved".

E da lì a 5 anni, la Nazionale.

"In Nazionale ci sono arrivato come conseguenza del lavoro svolto nei club. Il primo anno ero arrivato terzo con la squadra più giovane del campionato. Nel 2014 ad un mese dalla fine ritenevo esaurita la mia esperienza lì e rassegnai le dimissioni, pensando di poter trovare qualcosa in breve tempo. Così non fu e dopo 9 mesi l'Honved era in difficoltà in classifica ed accettai di tornare. In due anni abbiamo vinto il titolo che mancava da più di 20 anni. Quella squadra aveva il budget più basso dell'intero campionato. Come quando in Italia vinse il Verona. Un miracolo. La Federazione mi conosceva, l'unica titubanza era capire se potessi essere all'altezza anche in nazionale".

Passiamo a parlare di Szoboszlai. Dato che il suo agente ha parlato esplicitamente dell'Italia, ti chiedo se hai mai parlato con lui del possibile trasferimento nel nostro campionato.

"Ho parlato con lui ed anche con il suo agente, con cui ho un ottimo rapporto. E l'agente mi diceva, fino a poco tempo fa, prima che scoppiasse il caos per il coronavirus, che dall'Italia avevano diverse offerte e che con ogni probabilità sarebbe venuto in Italia. Il cerchio si restringe alle due milanesi ed alla Lazio. Il suo agente era molto fiducioso, l'idea era quella che venisse nella pausa invernale, poi per una serie di motivi hanno posticipato a giugno. Non so se ora siano cambiate le cose".

Vista la fiducia con cui ti ha parlato della possibilità di venire in Italia, è possibile che con qualche club i discorsi siano avanzati e si stia trattando per davvero, al di là delle voci?

"Sì, sì assolutamente. Chiaramente a me non hanno detto i dettagli, ma penso di sì. Credo che siano già alla trattativa con una delle tre squadre che ti ho citato, anche se non so dirti con quale delle tre".

L'Italia comunque è per loro una meta privilegiata.

"Vedono nell'Italia una possibilità di ulteriore miglioramento. Lui ha tanto talento, un talento innato, ed una grande personalità, che è ciò per cui pensiamo che possa fare una grande carriera. Ha qualità tecniche importanti, un gran tiro di destro e di sinistro, visione di gioco, anche fisico. Nonostante l'altezza ha buon dinamismo e velocità. Secondo me venire in Serie A lo farebbe migliorare nell'aspetto in cui è carente, ovvero in fase difensiva e nelle transizioni difensive, anche se ultimamente è migliorato. Nessun campionato ti migliora di più da questo punto di vista rispetto a quello italiano".

Lui è un centrocampista duttile, che può giocare in diverse posizioni in mediana.

"Si esprime al meglio in un centrocampo a 3, per esempio in un 4-3-1-2 od in un 4-3-3. Come interno sinistro, ma anche trequartista. Quella è la posizione nella quale secondo me si esprime al meglio. Deve stare nel vivo dell'azione ed è da sfruttare nella zona di rifinitura".

Come giocatore ti ricorda qualcuno in particolare?

"Ti sorprenderò, ma mi ricorda un po' Max Allegri, anche se più veloce. Sai era alto, dinoccolato nella corsa. Allegri non ha raggiunto il top del livello perché gli mancava qualcosa dal punto di visto dinamico, mentre Szoboszlai ha grande corsa anche".

E' pronto secondo te per giocare in un grande club?

"Questo è lo step che deve fare. Penso che potrebbe giocare tranquillamente in una squadra come la Lazio, o l'Inter o il Milan. Poi starà a lui capire come integrarsi nei meccanismi tattici e soprattutto capire che in Italia è fondamentale essere completi. Bisogna fare bene in tutte le fasi. E' un ragazzo intelligente, al massimo potrà far fatica all'inizio, ma se gli daranno la possibilità di fare un periodo di rodaggio, in 3-4 mesi può essere pronto per giocare titolare".

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