Occhi Sull’Avversario – Dalla cavalcata di inizio stagione alla crisi degli ultimi mesi: tutto quello che c’è da sapere sul Cagliari di Maran

Occhi Sull’Avversario – Dalla cavalcata di inizio stagione alla crisi degli ultimi mesi: tutto quello che c’è da sapere sul Cagliari di Maran

Dopo un girone d’andata che ha stupito tutti, la squadra si trova ora a dover uscire da una crisi di risultati che potrebbe mandare in frantumi quanto di buono fatto fin’ora

di Luca Tagliabue

Appuntamento al lunch match di domenica per l’Inter di Antonio Conte, che dovrà tornare alla vittoria dopo il doppio stop in campionato rimediato nei pareggi contro Atalanta e Lecce. L’obiettivo sarà quello di non perdere la scia della Juventus (ora a quattro punti di vantaggio) e continuare a rincorrere il sogno scudetto. Ad attendere i nerazzurri a San Siro ci sarà il Cagliari di Rolando Maran, già ospite nella gara valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia  vinta 4-1 da Lukaku e compagni.

Durante la prima parte di stagione la squadra sarda era stata la rivelazione del campionato,  ma ora si trova nel bel mezzo di una profonda crisi di risultati che vede l’ultima vittoria risalire all’inizio di dicembre, nel match di coppa contro la Sampdoria. Per prepararci al meglio alla partita dunque, ripercorriamo insieme le tappe della stagione del Cagliari, a partire dal mercato scoppiettante che ha infiammato l’estate della tifoseria rossoblu.

UN MERCATO PER SVOLTARE

Per i tifosi del Cagliari la passata stagione si chiudeva con una grigia sensazione di déjà vunonostante i proclami ambiziosi della proprietà, desiderosa di compiere il definitivo salto di qualità, la squadra chiudeva un campionato trascorso ancora a lottare nei bassifondi della classifica per agguantare una salvezza nel modo meno turbolento possibile. La panchina era stata affidata appunto allo stesso Rolando Maran, da cui ci si aspettava, come da lui dimostrato negli anni più fortunati alla guida del Chievo, la capacità di imprimere un’identità di gioco solida e in grado di permettere di ottenere risultati superiori alle effettive possibilità della rosa a disposizione. Quella vista sul campo era però una squadra che cercava più di arrangiarsi come poteva in base alle situazioni che si presentavano e che si affidava quasi unicamente alle palle alte per sfruttare le doti aeree di un colpitore eccezionale come Pavoletti (che ha chiuso la stagione con una cifra record di gol di testa, ben undici), e per quanto in casa aveva dimostrato di poter dare fastidio a chiunque, la classifica finale segnava un misero quindicesimo posto a soli tre punti dalla zona retrocessione.

Per rilanciare le proprie ambizioni dunque, in estate il club si è reso protagonista di un mercato esaltante che, al netto di una sola cessione pesante (quella di Barella), ha rinfoltito le fila con giocatori in grado di innalzare sensibilmente il livello della rosa in ciascun reparto. Per rinforzare il centrocampo, zona fondamentale per il rombo tipico di Maran, sono stati acquistati giocatori di un livello superiore come Nainggolan, escluso dal progetto di Conte, Nandez, strappato al Boca per una cifra vicina ai 20 milioni, e Rog, in cerca della consacrazione definitiva dopo le annate opache con le maglie di Napoli e Siviglia. Sono poi arrivati due terzini tecnici e di spinta come Pellegrini e Mattiello e, infine, per rimediare in extremis ai gravi infortuni di Pavoletti e Cragno, sono stati presi due giocatori importanti come Simeone e Olsen. Di fronte a queste nuove premesse il morale della piazza si è alzato a dismisura, così come le sue aspettative in vista di quella che sarebbe stata la storica stagione del centenario.

LA CAVALCATA DI INIZIO STAGIONE

I risultati non hanno tardato ad arrivare. Dopo una falsa partenza, segnata dalle due sconfitte contro Inter e Brescia, i rossoblu sono riusciti ad inanellare una lunga serie di risultati utili consecutivi che gli ha permesso di entrare di diritto in corsa per un posto in Europa e di consolidarsi come una delle squadre più eccitanti del campionato. Un’imbattibilità durata tre mesi, durante la quale la squadra ha ottenuto vittorie importanti come quelle contro Napoli e Atalanta ed è stata protagonista di partite ricche di intensità ed emozioni come la vittoria per 5-2 contro la Fiorentina o il 4-3 inflitto alla Sampdoria.

Dopo una fase iniziale di rodaggio e sperimentazione, Maran ha trovato la sua chiave di volta nel passaggio dal centrocampo a rombo al modulo ad albero di natale, che oltre a garantire una maggiore compattezza in fase di non possesso ha permesso di esaltare al meglio le qualità di due tra i giocatori più talentuosi della rosa, Nainggolan e Joao Pedro, sempre pronti a ricevere il pallone alle spalle del centrocampo avversario e ad innescare rapide combinazioni in grado di scombinare la linea difensiva avversaria e creare così importanti occasioni da gol. Oltre a loro due ha brillato particolarmente anche Nandez, che sembra non aver sofferto minimamente il passaggio al calcio europeo dimostrando una capacità di adattamento invidiabile e un’efficacia sia nel gioco difensivo che in quello offensivo a tratti sorprendente.

Ma non è solamente nei singoli che vanno cercate le ragioni del successo iniziale del Cagliari, quanto più nella solidità dell’intero sistema messo su dal tecnico, che sembrava essere riuscito a incastrare alla perfezione ogni singolo ingranaggio  in modo da creare i presupposti per un gruppo in grado di eccedere le aspettative di tutti e assicurarsi il risultato anche nelle situazioni più sfavorevoli. E’ anche per la consistenza dimostrata in quei tre mesi che la recente striscia negativa ha spiazzato molti, rischiando di compromettere una stagione che fino a quel momento si era incanalata nel migliore dei binari.

LA CRISI

Dopo l’ultima vittoria stagionale, quella del 5 dicembre in Coppa Italia contro la Sampdoria, l’andamento del Cagliari ha assunto una piega in netta controtendenza rispetto a quanto fatto registrare nei mesi precedenti. Nelle sette partite successive la squadra isolana ha infatti rimediato cinque sconfitte e due pareggi, e per quanto questi risultati non abbiano ancora di fatto compromesso i sogni europei della squadra (attualmente ancora al settimi posto in campionato), di sicuro la percezione che si era costruita intorno alla squadra ne è uscita sensibilmente ridimensionata e normalizzata. La squadra, più disordinata rispetto ai mesi scorsi, sembra aver perso la solidità e la brillantezza in fase offensiva che fino a quel momento erano state fondamentali. Ad oggi in pochi probabilmente scommetterebbero su una qualificazione del Cagliari alla prossima Europa League, soprattutto considerando che squadre concorrenti come Napoli, Milan e Torino stanno lentamente risalendo la china dopo la fase di crisi affrontata durante il girone d’andata.

In realtà, considerando gli avversari affrontati in questo periodo (Lazio, Juve e Milan in campionato, Inter in coppa), difficilmente a inizio stagione si sarebbe parlato di crisi. L’exploit degli scorsi mesi però ha dimostrato che il Cagliari può giocarsela alla pari anche con queste squadre, e ora che la squadra si trova in queste zone di classifica dubitiamo che Maran e il suo staff abbiano intenzione di tirarsi indietro. La classifica dimostra che per i rossoblu sognare è ancora legittimo, e il match di San Siro potrebbe rappresentare l’occasione perfetta per ripartire e intraprendere un girone di ritorno che possa essere all’altezza di quello d’andata e regalare ai tifosi un risultato tanti storico quanto inatteso. Difficilmente quindi l’Inter avrà vita facile come in coppa, e dopo il deludente pareggio contro il Lecce un ulteriore stop potrebbe porre definitivamente fine alle ambizioni scudetto della squadra. È lecito dunque aspettarsi una partita combattuta e ad alta tensione, nella speranza che, a beneficiarne, possa quantomeno esserelo spettacolo.

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