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ADANI VIDAL

Adani: “Stupito da Vidal, atteggiamento giusto. Thuram o Correa? Dico Muriel”

Adani

L'analisi dell'ex difensore nerazzurro alla prima di Inzaghi sulla panchina dell'Inter

Antonio Siragusano

E' stata davvero un'Inter convincete quella vista ieri pomeriggio a San Siro nella vittoria per 4-0 sul Genoa. Spunti che hanno convinto Lele Adani ad esaltare questa mattina sulle pagine de La Gazzetta dello Sport il gioco di Simone Inzaghi, sebbene alcuni automatismi siano rimasti gli stessi rispetto a quelli utilizzati da Antonio Conte. Grandi parole spese dall'ex difensore nei confronti dei singoli, in particolar modo per Arturo Vidal vera grande sorpresa con un gol e un assist da subentrato. L'intervista di Adani:

Allora Lele, da dove cominciamo?

"Direi dai singoli, soprattutto i nuovi. Un gol e un assist per Dzeko, un gol e un assist per Calhanoglu. Ecco, il turco è rimasto sui valori visti nell’ultimo periodo al Milan. Non so se può essere il nuovo Luis Alberto di Simone Inzaghi, ma rispetto a qualche anno fa ha preso autostima, fiducia nei colpi che ha nel repertorio. Non sarà Eriksen nel controllo dei tempi di gioco, ma è più costante nella corsa. Però a stupirmi è stato un altro giocatore, che c’era già lo scorso anno. Parlo di Vidal".

Anche lui un gol e un assist.

"E un impatto inaspettato, nell’unica porzione di partita in cui il Genoa stava cercando di reagire. Se entri dalla panchina e incidi così, vuol dire che l’atteggiamento è quello giusto".

 Arturo Vidal (@Getty Images)

A proposito di atteggiamento, quello dell’Inter è sembrato aggressivo e propositivo da subito.

"Passare in vantaggio in avvio avrà anche aiutato, ma mi ha colpito la voglia di riconquistare subito il pallone perso e di giocare in avanti sulle seconde palle. Te lo puoi permettere quando stai molto bene fisicamente. Poi ho visto anche un’Inter fluida e creativa nel gioco, facilitata dall’impostazione dei tre centrali dietro, il punto di forza che non è cambiato da Inzaghi a Conte".

Successe anche alla Juve da Conte ad Allegri.

"Vero, Antonio crea degli automatismi nella difesa a tre che non si perdono. Anche in impostazione, nella proposta: Inzaghi è sempre stato più morbido alla Lazio, ma l’Inter si muove a memoria, ha i codici di Conte in testa. Soprattutto quando viene coinvolto Handanovic nel gioco palla a terra: guardate la disposizione dei centrali e di Brozovic, uguale allo scorso anno".

Non si è sentita l’assenza di Lautaro.

"E qui bisogna dire bravo a Sensi. Magari ha sbagliato qualche tocco, ma è stato fondamentale nel lavoro di collante tra centrocampo e attacco, sia in ampiezza che tra le linee".

Dovrebbe arrivare un ulteriore rinforzo in attacco: che profilo prenderebbe?

"Leggo di Thuram e Correa, io andrei su Muriel. Ma anche i primi due hanno un senso: il francese perché è un attaccante di 'tutte cose', fa il centravanti o l’appoggio a uno come Dzeko; il secondo perché ha i colpi".

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