9 Dicembre 2017

Anastasi: “Stasera vince la Juventus. All’Inter trovai meno organizzazione che con i bianconeri”

Il doppio ex della sfida di stasera presenta la partita e ricorda i tempi in cui passò da una squadra all'altra

Pietro Anastasi questa sera vivrà la sfida fra Juventus ed Inter da doppio ex, anche se in nerazzurro non lascò davvero il segno. Intervistato dal Corriere dello Sport sul pronostico si sbilancia a favore dei bianconeri: “La Juve ha la possibilità di tornare in testa alla classifica, anche se è un campionato molto aperto, con almeno quattro squadre di vertice. Penso che scommetterei sulla vittoria dei bianconeri”. 

Chi è il giocatore che le piacerà di più vedere in campo? 
“Nell’Inter un giocatore che mi piace molto è Perisic. Nella Juve mi piace Dybala quando fa il Dybala vero, non quello di queste settimane”. 

Come era Picchi? 
“Grande personalità, grande grinta, grande rispetto della persona. E gran carattere. Quando diventò allenatore della Juve fu presentato ad Agnelli, a Villar Perosa. Picchi parlava e l’Avvocato leggeva il giornale. Il povero Picchi allora smise di parlare e Agnelli gli disse sorpreso: “Perché ha interrotto?”. E Picchi: “Se non mi presta attenzione, io non parlo”. Questo era l’allenatore e l’uomo Armando Picchi”. 

Si ricorda come sapeste della sua malattia? 
“Lo avevamo capito, nello spogliatoio. Si assentava spesso. C’era la moglie che andava a trovarlo a Milano. Sapevamo che non stava bene e poi ci hanno detto che non poteva più venire ad allenarci. Tutto fu rapido e terribile”.

Chi è stato lo stopper avversario che le dava più fastidio? 
“Burgnich, sicuramente. Il più rognoso, ma ce la siamo cavata ambedue. Vincevo un po’ io, un po’ lui. Però devo dire che la prima partita che ho fatto contro l’Inter a San Siro abbiamo vinto 2 a 1 e ho fatto due gol. Quel giorno ho vinto io”. 

Come si è trovato all’Inter? 
“Mi sono trovato bene. Certamente come organizzazione, dalla Juve all’Inter, c’era molta differenza. La Juve cento e l’Inter settanta. Come organizzazione, come tutto. Con la squadra mi sono trovato bene, con i compagni, molto bene, non abbiamo vinto niente se non una Coppa Italia. Ma sono stato solo due anni, è già qualcosa”.

 

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