Ancora Serena: “Lautaro? C’è la mano di Conte. Lukaku mi ricorda Vieri”

Ancora Serena: “Lautaro? C’è la mano di Conte. Lukaku mi ricorda Vieri”

L’ex attaccante nerazzurro esalta la coppia interista e parla di Icardi

di Davide Ricci, @davide_r22

L’ex attaccante dell’Inter Aldo Serena continua ad esaltare la coppia del gol nerazzurra formata da Lukaku Lautaro. Dopo l’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Serena ha parlato anche i microfoni di Tuttosport. Ecco le sue parole:

EMPATIA – “Ci deve essere per forza empatia per trovare una tale sintonia, dentro e fuori dal campo. L’esempio, secondo me, lo ha dato il più esperto fra i due: Lukaku ha una generosità unica, lavora a 360 gradi per la squadra, non è invidioso o egoista. E’ trascinante, non solo fisicamente”.

CARATTERISTICHE – “Di Lukaku mi colpisce la progressione, impossibile da frenare, su di lui i difensori rimbalzano. Lukaku è un carro armato. Lo guardo con ammirazione. Lautaro?  E’ uno studente modello. I suoi movimenti in campo sono lo specchio di quello che richiede Conte”.

LA CRESCITA DI LAUTARO – “C’è la mano di Conte. Il tecnico ha bisogno di giocatori che lo seguano, che diano tutto, dediti al suo verbo e lui li ricompensa con una tipologia di gioco perfetta per loro. Martinez, così come Lukaku, sono giocatori che si danno al 100% alla squadra. E le dico, non è semplice”.

ICARDI – “Secondo me ci sono due discorsi separati da fare. Icardi rimane uno straordinario finalizzatore, è uno che in area di rigore sbaglia poco, molto meno di Lukaku, per esempio. E dunque in un determinato contesto ci può stare. Non in questa Inter, per lo meno per quanto finora dimostrato sul campo e richiesto da Conte, ovvero giocatori che siano connessi al gioco di squadra e al gruppo. Secondo me Icardi in questa Inter non avrebbe avuto spazio per tutta la storia che ha avuto nel club nerazzurro: chi ha a cuore il gruppo, chi ragiona su quell’obiettivo, non fa accadere le cose che sono successe nell’ultimo anno; parla, o fa parlare, e agisce in modo diverso”.

PARAGONI – “Sento parlare di Adriano, ma il brasiliano era un solista. Fisicamente era simile a Lukaku, ma io dico Vieri: Bobo faceva gol, ma lavorava anche tanto per la squadra. Per Lautaro invece il paragone più scontato è con Aguero. Entrambi non altissimi, ma robusti e bravi a proteggere il pallone”.


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