Bergomi sull’Inter: “Troppe strane pressioni, arrivare tra le prime 4 non sarebbe un fallimento”

L’ex capitano nerazzurro vede un clima ostile nei confronti della squadra di Conte

di pietromagnani

Beppe Bergomi, leggendario capitano dell‘Inter e ora opinionista Sky, ha parlato ai microfoni di fcinternews per dire la sua sulla situazione in casa nerazzurra dopo la sconfitta con la Sampdoria.

Bergomi ha dichiarato: “Secondo quasi tutti l‘Inter deve vincere per forza, ma non è così semplice, non funziona così. Ci sono tante altre squadre attrezzate altrettanto bene. I nerazzurri possono vincere, hanno una buona squadra, ma non devono farlo necessariamente. Arrivare tra le prime quattro andrebbe altrettanto bene. Purtroppo intorno alla squadra di Conte c’è sempre una pressione strana, che non mi piace. Probabilmente è un equivoco che nasce dallo stipendio del tecnico, ma bisogna capire che anche se ha nomi importanti in rosa, non tutti stanno rendendo come ci si poteva aspettare”.

“Anche Antonio potrebbe giocarsi le carte diversamente ovviamente. Io ad esempio impiegherei di più Kolarov, che ti può dare un’alternativa a sinistra ed è un’arma letale sui calci piazzati. Contro il Borussia e il Parma è stato decisivo battendo un angolo e una punizione alla perfezione. Dato che sia lui che Young non sono più giovanissimi, si può fare una staffetta tra i due a gara in corso per fare in modo che diano il meglio. Conte però pare lo veda solamente come centrale per ora”.

Bergomi ha poi proseguito: “L’Inter magari ruba meno l’occhio di Milan, Roma o Juve, ma è una squadra forte e che può andare lontano. Forse un po’ troppo dipendente da Lukaku, ma bisogna capire una cosa: la rosa di Conte è alla pari con le altre pretendenti, non è la migliore in assoluto. Non c’è nessun obbligo di vincere lo scudetto per come la vedo io. Anche l’idea che non fare le coppe europee sia un vantaggio è relativa: credo che a una big faccia sempre bene per il morale confrontarsi su certi livelli”.

Christian Eriksen, Getty Images

Eriksen si sta mettendo a disposizione quando ne ha l’occasione, cercando di incidere come può. Ma il nostro è un calcio molto tattico, si vede che si sforza per mettersi in mostra e dimostrare quanto vale, ma purtroppo non ci riesce. Io avevo previsto potesse avere difficoltà, ma non perché volessi andargli contro, non ho nulla contro di lui, anzi. Se riuscisse a smentirmi e a prendere in mano l’Inter, ne sarei solo felice. Semplicemente è poco adatto al nostro calcio e all’Inter. Andrebbe bene per il Barcellona, il Real Madrid. Ha qualità, ma non fisicità. Per Conte è meglio uno come De Paul, Calhanoglu o Luis Alberto. Gente che unisce entrambe le cose”.

Sul mercato Bergomi ha poi proseguito: “Secondo me l’Inter ha una lacuna che in pochi vedono, la fisicità. Tolti Lukaku, i 3 centrali e Gagliardini, è una squadra che viene facilmente messa sotto dalle avversarie ad imponenza. Basta vedere ieri l’avvio con la Sampdoria: cross in mezzo e traversa di Tonelli, calcio d’angolo e rigore per la Samp. I nerazzurri hanno una parvenza di fisicità, ma tolti pochi giocatori poi sul calci piazzati soffre. Io prenderei un giocatore come Lasagna, che tiene bene la palla e aggredisce la profondità”.

Handanovic in crisi? Io lo difendo. Tutti i portieri sbagliano, nessuno è perfetto. Ma lui mi piace, è un leader silenzioso. Certo bisognerà pensare al futuro della porta, ma fino a che non se ne andrà, me lo tengo stretto. Questo mese sarà decisivo, con Roma e Juventus di seguito. Tuttavia la differenza può farla il recupero di Lukaku: se sarà al 100% l’Inter potrà fare molto bene”.

 

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