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Biraghi: “Tifo Inter da sempre, sogno di vincere con questa maglia. Ronaldo il mio idolo, Chivu mi ha ispirato”

Il terzino nerazzurro in diretta sui social del club

Antonio Siragusano

"Nuovo appuntamento in diretta con i calciatori dell'Inter, chiamati a rispondere alle domande e alle curiosità dei numerosi tifosi nerazzurri. Stavolta è toccato a Cristiano Biraghi, terzino attualmente in prestito dalla Fiorentina, ma cresciuto nel settore giovanile interista. Il difensore, reduce da una buona stagione sotto la guida di Antonio Conte, ha trovato la prima rete ufficiale con la maglia dell'Inter in occasione dell'ultimo match disputato in Europa League contro il Ludogorets.

"CORONAVIRUS - "E' un momento difficile per tutti, fortunatamente io e la mia famiglia stiamo bene, è normale che il pensiero vada alle famiglie colpite dal virus e alle persone che stanno lavorando per mandarlo via. Nella negatività, una delle poche cose positive è che si sta molto tempo con la famiglia, si possono riscoprire le cose più normali, come una telefonata più lunga all'amico o stare più tempo con moglie e figli. Cucinare, aiutare la famiglia in casa, è un momento per riflettere su tutto. A volte ci dimentichiamo delle cose semplici".

"INTER - "La gioia più grande dal ritorno? Una l'esordio e la seconda il gol in Europa League, anche se mi è rimasto l'amaro in bocca per l'assenza dei tifosi".

"GIORNATA TIPO - "La sveglia è presto, avendo due bambine la giornata parte presto. Aiuto mia moglie, ci si divide i compiti di casa, si cerca di far giocare le bambine. Fortunatamente l'Inter ci ha dato del materiale per lavorare a casa, quindi un'ora la mattina e una il pomeriggio riesco a ritagliarmeli per lavorare, che è anche un modo per sfogare per uno abituato sempre ad allenarsi.

"NUOVO LOOK - "Un fai da te, mi sono dovuto sistemare da solo. Una delle prime cose che farò, sarà quella di andare dal barbiere. Barba? Cerco di fare da solo anche se non sono molto capace. Sono abituato ad andare dal barbiere, è uno dei miei appuntamenti settimanali. Non viene bene, ma ci provo".

"TEMPO LIBERO -"Durante la stagione mi piace stare in famiglia quando non mi alleno. Mi piace stare a casa, o comunque condividere le cose che faccio con la mia famiglia".

"ALLENAMENTO A CASA -"Faccio una seduta di forza la mattina, e una di cyclette e tapis roulant il pomeriggio. Mi manca fare una corsetta, ma purtroppo non si può".

"LEGAME NERAZZURRO - "Quale giocatore della storia nerazzurra amo di più? Ronaldo il Fenomeno, da tifoso dell'Inter è quello che mi ha fatto più emozionare. Prima partita vista al Meazza? L'Inter perdeva 2-1, io piangevo e volevo andare via, poi ricordo una doppietta di Branca che aggiustò la partita".

"COMPAGNI - "Mi trovo molto bene, è un gruppo sano. Uno dei più genuini che ho trovato da quando gioco. Questo anche grazie a chi è qui da più tempo, Handanovic, Ranocchia, D'Ambrosio. Sono ragazzi seri, sanno cosa vuol dire indossare questa maglia e lo trasmettono tutti i giorni. Quello più comico e quello più serio? Non c'è un nome, tanti sono seri quando bisogna essere seri, e comici quando si può essere comici. In questa seconda categoria mi ci metto dentro anch'io, non voglio fare altri nomi".

"MOMENTO PIU' BELLO - "Tutti i momenti positivi me li son goduti dal primo all'ultimo. Una delle emozioni più grandi indossare la maglia dell'Inter, poi quella della Nazionale, un altro sogno che avevo e che si è realizzato".

"SOGNO - "Vincere qualcosa con questa maglia, uno dei sogni più importanti che ho sempre avuto. Quando l'Inter vinceva andavo sempre a festeggiare in piazza, sarebbe un'emozione troppo grande vincere da calciatore. Cosa provo a vestire questa maglia? E' una bella cosa, ogni volta che entro ad Appiano ricordo quando volevo stare lì da bambino. Si fa fatica a descrivere queste emozioni, la devi provare. Ho sempre dato tutto per tutte le maglie, per questa gioco da tifoso e da calciatore. Ho sempre tifato Inter, mio padre mi ha messo la maglia dell'Inter appena nato".

"SPOGLIATOIO -"Il mio primo spogliatoio di grandi è stato nell'Inter di Mourinho. Ma ero molto giovane, vedevo loro come persone inarrivabile. Ho cercato di godermi il sogno senza vedere troppo la realtà. Compagno con cui ho legato di più? Ho un bel rapporto con tutti. Forse con Bastoni e Barella, siamo vicini di casa e spesso veniamo ad Appiano insieme. Con Barella siamo anche compagni di Nazionale e le nostre bambine vanno a scuola insieme. Ma devo essere onesto, ho fatto questi nomi ma dovrei metterli tutti. Con chi più o chi meno, mi vedo anche fuori dal calcio".

"CONTE - "La prima volta che mi ha chiamato? La trattativa era in piedi da qualche settimana, speravo che andasse in porto. Quando mi ha chiamato il mister ho capito che era un sogno che forse si realizzava. E' stata una chiamata molto importante. Il gol con il Ludogorets? Mi sarebbe piaciuto esultare insieme ai tifosi. Non dico che è stata una gioia a metà, ma è normale che avrei preferito la presenza dei tifosi".

"RUOLO -"Quando ho iniziato facevo l'attaccante esterno, nel settore giovanile dell'Inter a 13-14 anni sono stato dirottato indietro, ma non sapevo il motivo. Da lì ho svolto sempre questo ruolo, ma la mia predisposizione è sempre stata quella di giocare sull'esterno".

"TERZINO -"Quello che mi ha ispirato maggiormente? Ho vissuto in prima persona gli anni di Chivu, l'ho sempre ammirato sotto tutti i punti di vista. Poi c'è stato Facchetti, ma non ho avuto la fortuna di vederlo. Il più forte al momento? Visto che mantiene questo livello da tanti anni, dico Marcelo"

"TATUAGGIO - "Quello preferito? Ad oggi il nome delle mie figlie, è il più significativo".

"ASTORI - "E' stato un momento difficile della mia vita, per i compagni e per la sua famiglia. Credo di essere maturato molto mentalmente, una cosa del genere di fa riflettere. Quando vado in campo scendo con una forza in più, so che devo giocare anche per lui. Ci penso spesso, mi sento con i fratelli e con la famiglia. Cerco di parlarne il meno possibile, è una ferita aperta".

"PRIMA PARTITA CON LA MAGLIA DELL'INTER -"L'esordio fu nel 2011 in Champions League contro il Twente a San Siro. Ma ero giovane, era come vivere in una favola. Ma la mia prima vera partita è quella di questa stagione in cui sono tornato".

"ALTRI SPORT - "Il tennis sicuramente, lo vedo spesso in tv. Poi metto anche il basket, ma il tennis viene prima".

"SCARAMANZIA - "Non sono una persona scaramantica, non ho dei riti da fare. Ma tanti ce li hanno, io non sono uno di quel genere.

"TIFOSI - "Penso solo belle cose, il primo ero io. Non posso dire altro, sono di parte. Il popolo nerazzurro è capace di soffrire, ma capace di gioire all'ennesima potenza quando l'Inter riesce a vincere. Sa soffrire con te, sono stato tifoso dell'Inter e so cosa vuol dire. Una delle gioie più belle è stata la vittoria di Madrid, ma ho anche sofferto come nel 2002 contro la Lazio".

"DOPO IL CALCIO - "Non ci ho ancora pensato, spero di giocare almeno altri 10 anni. E' normale che mi viene in mente, ma non so ancora se mi piacerebbe restare nel calcio o fare altro".

"GOL AL MANCHESTER CITY - "Cosa mi ha detto Materazzi? Di preciso non mi ricordo perché non capivo neanche dov'ero, ma gli schiaffi che mi ha dato in testa me li ricordo bene, grande Matrix".

"NUMERO - "Il numero 34 è stato il primo numero che mi hanno dato quando dalla Primavera sono passato in prima squadra. Me lo son preso e mi ci sono affezionato, troppo poche volte l'ho trovato libero in carriera. Qui era libero e l'ho preso, me lo sento mio".

"MESSAGGIO AGLI SPORTIVI - "Voglio dire di stare vicino alle proprie famiglie, di stare a casa per cercare di aiutarci. Ci sono tante persone che stanno soffrendo, tralasciamo il calcio perché in questo momento si sentono tante cose. Adesso vanno solo elogiate quelle persone che lavorano 20 ore al giorno, medici, infermieri. E' importante elogiare loro e pensare di sconfiggere il virus, torneremo tutti quando sarà finito questo momento".

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