25 Dicembre 2017

Crollo Inter: il 4-2-3-1 non è più un mantra. Spalletti verso il cambio di modulo? Ecco le possibili soluzioni

Il tecnico potrebbe decidere per un cambio di rotta dal punto di vista tattico per sfruttare meglio le caratteristiche dei giocatori a disposizione

“Non mi sembra che ci siano tante cose da forzare: quando arrivi al limite dell’area serve un po’ di qualità, un po’ di estro”: così il tecnico nerazzurro Luciano Spalletti a Premium Sport nel post-Sassuolo, ha rimarcato i limiti della rosa nerazzurra. Per poi ribadire il concetto da un altro punto di vista, quello degli inserimenti, ai microfoni di SkySport: “Noi segniamo con Perisic ed Icardi, poi possiamo anche cercare palloni bassi sui quali possono intervenire tutti, ma sui cross noi non abbiamo i giocatori per fare gol con i centrocampisti”.

Posto che la soluzione ideale appare quella di rivolgersi al mercato, dove Javier Pastore sembra l’uomo giusto al momento giusto, il tecnico di Certaldo è a conoscenza del fatto che non si possa confidare troppo negli investimenti di Suning. E non tanto per la scarsa propensione a spendere degli uomini di Nanchino, quanto piuttosto per l’ormai acclarata esigenza di autofinanziamento e di soddisfare i controlli del famigerato Fair Play Finanziario. E visto che non è detto che si riesca a vendere qualcuno per poter ottenere soldi da investire, l’allenatore toscano, come più volte ha lui stesso dichiarato, vuole cercare di risolvere i problemi “in casa”, facendo di necessità virtù.

Sulla trequarti sono stati provati la quasi totalità dei centrocampisti a disposizione: per un motivo o per l’altro nessuno di loro ha dimostrato di poter occupare con risultati ottimali la casella più calda dello scacchiere di Spalletti. Soprattutto Brozovic e Joao Mario hanno deluso parecchio le aspettative del tecnico.

Per forza di cose, l’allenatore sarà costretto a rivedere le proprie convinzioni. Il 4-2-3-1 è sempre stato dato per scontato, perché appariva il modulo più congeniale per sfruttare al meglio le qualità delle ali Perisic e Candreva. La solitudine di Icardi, al quale soprattutto nelle partite in trasferta arrivano una quantità sempre più misera di palloni giocabili, sommata alla scarsa attitudine dei centrocampisti a disposizione a giocare per vie centrali sfruttando il trequartista, suggeriscono che potrebbero essere provate nuove soluzioni.

Per lasciare meno solo il capitano per esempio, spesso è stato mandato nella mischia Eder, mantenendo in campo sia Candreva che Perisic, passando così ad un 4-4-2 o 4-2-4 che dir si voglia. Una soluzione che non è escluso possa essere provata anche dall’inizio, soprattutto qualora al croato venga finalmente concesso di rifiatare, optando magari per un sostituto più difensivo come esterno di centrocampo puro. I due hanno mostrato di saper dialogare, anche se la scarsa precisione dell’italo-brasiliano contro il Sassuolo ha fatto abbassare le sue quotazioni.

Un’altra possibile soluzione è quella di schierare un 4-3-3 che meglio permetterebbe di sfruttare le caratteristiche di alcuni giocatori. In più di un’occasione Spalletti ha parlato della qualità del tiro da fuori di Vecino e Gagliardini, i quali con la presenza di 4 uomini offensivi sono costretti a mantenere un basso raggio d’azione. Inoltre quest’ultimo, prima di essere investito dei meri compiti difensivi come accade nel modulo attuale, aveva mostrato una discreta attitudine all’inserimento da dietro, che lo portava spesso a sfiorare il gol. In un ipotetico centrocampo a 3, Gagliardini e Vecino, nelle vesti di mezzali, potrebbero essere più liberi di sganciarsi e provare il tiro o l’inserimento.

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