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Burioni: “Ripresa Serie A? Impossibile fare previsioni. Siamo solo all’inizio della fine dell’incubo: serve tempo”

Il noto medico italiano predica calma e allontana le voci di una possibile ripresa imminente del campionato di calcio

Raffaele Caruso

"Roberto Burioni, medico e divulgatore scientifico italiano, si è concesso ai microfoni di Tuttosport per parlare della possibile ripresa dell'attività agonistica in Italia in relazione a quella che è l'attuale emergenza coronavirus.

"Ecco le sue parole: "Siamo ancora nella cosiddetta fase 1, questa. Ma si parla già molto anche della fase 2, che potrebbe cominciare nella seconda metà di maggio. Lo stesso capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, ha affrontato la questione nelle ultime ore. Indicare una data adesso per la fase 2 non ha molto significato, perché in questo momento, chiaramente, dobbiamo aspettare che i numeri comincino a calare. Però io penso che a un certo punto potremo riprendere pian piano: ma non tutti insieme, certamente. Perché gli anziani, per esempio, che sono molto più in pericolo, dovranno rimanere in casa. E non potremo riprendere subito tutto come prima. Certamente dovremo adottare alcune precauzioni, come l’uso delle mascherine. Dovremo prepararci a convivere con questo virus".

"Il mondo del calcio: "Non sto più seguendo nei dettagli cosa stia succedendo nel mondo del calcio, però è bene dire a tutti che in questo momento ci sono argomenti ben più... pressanti. E lo dico io per primo a me stesso, che per l’appunto sono un grande appassionato e che tifo per una squadra come la Lazio che stava anche disputando un campionato molto bello".

"La possibile ripresa: "Purtroppo mi trovo in grande difficoltà a fare una previsione. Io penso che in questo momento sia indispensabile attendere ancora qualche settimana prima di progettare una possibile ripresa del calcio e di tutti gli altri sport. Prima, dovremo vedere cosa accadrà quando ricominceremo a uscire di casa. E anche che cosa accadrà con l’arrivo dell’estate. Temo però che fino a quando non avremo qualcosa di risolutivo contro questo virus sarà molto difficile rimettere dentro a uno stadio alcune decine di migliaia di persone: tutte insieme, tutte vicine, che si abbracciano quando la loro squadra segna. Temo che per un po’ di tempo dovremo vivere questa nostra bellissima passione in un modo un po’ diverso. Sarà un sacrificio che dovremo fare. Ma sono anche sicuro che poi un giorno torneremo a godere del calcio e di tutti gli altri sport, così come ne abbiamo goduto fino a oggi. O meglio: fino a ieri".

"Partite a porte chiuse:  "Ma io credo che sia veramente prematuro parlarne. Siamo ancora soltanto all’inizio della fine dell’incubo. Aspettiamo almeno un altro paio di settimane per essere sicuri che l’incubo stia davvero finendo. Perché in questo momento è davvero impensabile poter giocare una partita: non solo per il pubblico, ma anche pensando a rimettere assieme già soltanto i giocatori e i tecnici. Aspettiamo ancora qualche settimana e poi magari potremo realmente cominciare a progettare un modo per poter vivere questa nostra passione in piena sicurezza. Perché in questo momento la priorità deve essere quella della salute".

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