19 Febbraio 2015

CELTIC-INTER, beffati nel recupero. Il 3-3 finale non compromette il discorso qualificazione, ma con un 3-2 sarebbe stato più semplice…

Celtic-Inter, il resoconto del match, incredibile beffa al 93′!

 

Sedicesimi di Europa League, primo turno che separa le trentadue squadre rimaste in gara dalla finale di Varsavia. Celtic-Inter è la prima gara per i nerazzurri, che si presentano a Celtic Park con una formazione simile a quella usualmente titolare (leggi QUI).

PRIMO TEMPO – Il calcio d’inizio lo battono i nerazzurri, con la maglia azzurra europea. L’inizio degli scozzesi è subito aggressivo e il primo tiro in porta arriva dopo poco più di 60 secondi. Matthews calcia centrale rasoterra, Carrizo fa sua la palla. Dopo quattro minuti, subito la svolta al match. Xherdan Shaqiri si inserisce perfettamente, Kuzmanovic lo serve al meglio e lui calcia al volo, trovando la respinta del portiere. Sul tap in, è lo stesso svizzero a incrociare bene e punire lo scozzese. È 1-0 al quarto minuto!

All’undicesimo minuto, ancora lo svizzero cerca la porta all’improvviso ma trova una respinta pronta da parte di Gordon. Sul calcio d’angolo conseguente, uno schema permette al numero 91 nerazzurro di mettere palla in mezzo all’area. La difesa del Celtic si fa prendere ancora di sorpresa e un rimpallo fa trovare Palacio davanti alla porta. El Trenza non sbaglia e fa 2-0 al 13′! Partenza fantastica dei nerazzurri! 

Il Celtic prova a reagire, proponendosi in avanti e non riuscendo ad ottenere granchè, complice un’ottima copertura generale e una gestione di palla della Beneamata che limita le possibilità della squadra avversaria. Alla prima occasione, gli scozzesi riaprono però la partita con Armstrong. A perdersi Matthews è l’assistman Kuzmanovic, che lo lascia libero di metterla in mezzo per l’esterno sinistro, il quale non sbaglia a porta vuota. Il Celtic accorcia le distanze e si porta sul 2-1!

Dopo un minuto, accade l’imprevedibile: Campagnaro tocca per ultimo una palla alzata in area senza troppe aspettative da parte degli scozzesi, su cui Ranocchia salta a vuoto. Ancora Armstrong si inserisce e pareggia i conti. 2-2 pazzesco al ventiseiesimo! Oltre alla grande spinta del pubblico scozzese, esaltato dal gol del 2-1, gli scricchiolii della difesa nerazzurra contribuiscono in maniera decisiva alla riapertura di una partita che era indirizzata su tutt’altri binari.

Se il Celtic poteva aver subito un sostanzioso shock psicologico dall’uno due dell’Inter, si immagini quanto grande possa essere quello che è toccato ai nerazzurri, pareggiati in rimonta in due minuti e storditi dal grande frastuono di Celtic Park. Anche perchè, il Celtic ci crede e sfiora il 3-2 con un paio di occasioni propiziate da disattenzioni di Kuzmanovic, Ranocchia e Juan Jesus. L’intervento di Carrizo a centro area, coraggiosissimo, salva i nerazzurri da un 3-2 francamente difficile da ipotizzare al ventesimo minuto.

Anche l’Inter cerca di riproporsi in avanti, per riacquisire il vantaggio iniziale, ma è la squadra scozzese a fare la partita, rendendosi padrona del gioco e ottenendo spazi maggiori. Tra il 37′ e il 42′, la gara rallenta forse per la prima volta in questa prima frazione di gioco.

Ma la partita riesce a dimostrarsi ancora più strabiliante: Medel compie un lancio bellissimo per Palacio, ma la palla schizza sul bagnatissimo terreno. Gordon, non impeccabile già nel primo gol, regala palla al Trenza, che deposita nella porta sguarnita. Il primo tempo finisce 3-2!

 SECONDO TEMPO – Dopo i primi 45 minuti al cardiopalma, riprende la gara, senza cambi da entrambe le parti. Il Celtic si fa subito vivo con un due tentativi dagli esterni e un tiro da fuori di Bitton. La risposta dell’Inter arriva dopo quattro minuti dall’inizio: Icardi serve di prima Palacio, il quale cerca la tripletta con un tiro scialbo e non serve Shaqiri, che seguiva l’azione. La pressione della Beneamata continua, con un geniale recupero di Medel sulla trequarti e un conseguente tiro, che trova la schiena di Palacio, in fuorigioco. Al 53′ è ancora Shaqiri a cercare la rete. Saltato secco un avversario, calcia a giro dalla destra e trova un reattivo Gordon (stavolta), che salva il Celtic in corner.

A dieci minuti dall’inizio del secondo tempo, lo stesso Bitton cerca ancora la porta dalla distanza; questa volta angola bene, ma non inquadra lo specchio per un metro circa. Dopo questo lampo di Celtic, la Beneamata riprende in mano il gioco. Su una punizione guadagnata da Shaqiri a 30 metri dalla porta, tenta il tiro Guarin, che trova la sassata rasoterra ma anche Gordon: il portiere la blocca facilmente. Sul rovesciamento, dopo un campanile goffamente alzato da Juan Jesus, Griffiths ha l’occasione per il  gol del pareggio, ma è bravissimo Carrizo a fermarlo con il piede sinistro. I pericoli non finiscono: Johansen raccoglie un lancio in area e poi cade, l’arbitro non dà rigore e l’episodio non è del tutto chiaro. Ci pensa poi ancora Carrizo a compiere l’ennesimo miracolo.

Dopo una fase di assedio, l’Inter si riversa nell’area avversaria intorno al 70′, ottenendo un calcio d’angolo che propizia una quasi rovesciata di Ranocchia. Poco dopo, Icardi costringe Van Dijk al giallo e procura un piazzato per Shaqiri; la conclusione non è pericolosa. Riprende allora campo la formazione scozzese, ma un ribaltamento di fronte porta Icardi davanti a Gordon, dopo un lancio incredibile di Guarin. Mauro aspetta Palacio a rimorchio, ma il suo appoggio è sbagliato e l’Inter spreca un’occasione.

Si chiude qui la partita di Mauro Icardi, dopo 75 minuti di grande sacrificio, senza però una grande incisività nelle manovre offensive. Al suo posto, dentro Mateo Kovacic. Contemporaneamente, il Celtic inserisce Guidetti Henderson per Armstrong e Griffiths. Il neo entrato centrocampista Henderson, dopo 30 secondi, ha già un’occasione succulenta, ma il suo tiro è centrale e Carrizo blocca senza grandi problemi.

Il secondo cambio di Mancini vede uscire Kuzmanovic e rilevarlo Dodò, che consegna tra l’altro un classico bigliettino del Mancio a capitan Ranocchia. La difesa diventa composta da 5 uomini, con Campagnaro che si aggiunge agli altri due centrali. Passa il tempo, non diminuisce l’intensità. Da una parte e dell’altra nascono continue occasioni, si corrono rischi e nessuna delle due squadre riesce a gestire il pallone.

Il gioco inizia ad essere spezzato da falli intorno all’87’, quando l’ammonizione di Johansen fa rifiatare la squadra e permette di riorganizzarsi. Le due formazioni rimangono però lunghe e non contribuiscono a far decelerare il ritmo, quando sarebbe importante per l’Inter. Su una ripartenza degli scozzesi, da segnalare una bella chiusura di Ranocchia, che in scivolata rischia il giusto e ferma Johansen.

I minuti di recupero sono quattro e l’obiettivo primario è farli scorrere senza subire un goal che cambierebbe le carte in tavola. Ci si mette il Celtic stesso a far scendere la sabbia nella clessidra, quando un’incomprensione tra Ambrose e Gordon costa 15 secondi agli scozzesi e una punizione battuta pericolosamente male.

Al 93′, la clamorosa beffa: Guidetti segna il 3-3, dopo un rimpallo fortunoso e una bellissima conclusione dell’italo-svedese. Un’altra volta, la partita viene compromessa da una leggerezza nel recupero, rendendo meno semplice il ritorno a San Siro. Il migliore in campo sfiora la magia al 95′: Shaqiri calcia una punizione bellissima, ma il portiere Gordon si riscatta con un miracolo.

Il 3-3 finale è un risultato sicuramente positivo, ma le modalità con cui è arrivato lasciano un brutto amaro in gola. Questo match era da vincere.

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