Cristian Chivu si è concesso ad un’intervista a La Gazzetta dello Sport dopo il rinnovo con l’Inter fino al 2028, di cui si attende l’ufficialità in questi giorni. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni.

Chivu, allora è vero quello che dice il presidente Marotta: resterà all’Inter più lei di lui? 

“Se non perdo tre partite di fila, forse… (ride, ndr). Bastano quelle e c’è il rischio che me ne vada a casa prima. Scherzi a parte, questa è la realtà del calcio, io l’ho accettata da tempo: ho capito perché ai giocatori si fanno cinque anni di contratto e agli allenatori solo due… L’allenatore è quello che paga per primo in tutto. Che sia giusto o meno, le cose vanno così”. 

Il suo ciclo si evolverà nella Champions

“Io andrei cauto con certe ossessioni, si parla troppo di questa coppa. Dobbiamo accettare la nostra realtà e quella degli altri Paesi. È ovvio che abbiamo ambizioni, ce lo impone la nostra storia, ma partirei piano piano e credo che il primo obiettivo in Europa sia qualificarsi tra le prime otto nel girone e arrivare agli ottavi. Ricordiamoci che ci sono squadre che spendono mezzo miliardo per vincere la Champions e non ce la fanno, anzi magari escono ai quarti o agli ottavi. E ce ne sono altre come l’Inter degli anni scorsi arrivata in fondo facendo le cose bene”. 

In Champions spesso ha “spostato” proprio Dumfries: dispiaciuto del suo addio? 

“Denzel ha fatto il suo… Aveva una clausola e l’Inter non ha potuto fare niente per fermarlo. Noi dobbiamo essere pronti ad avere la soluzione, l’alternativa giusta, e capire ciò che ci fa fare il salto di qualità, nel futuro”. 

Questo giocatore si chiama, per caso, Marco? 

“Marco Palestra è un bel profilo ma oggi non è un mio giocatore, quindi non posso parlarne… Noi abbiamo già tanti italiani forti che sanno cosa significa l’Inter e si identificano nel club: questo è un bel vantaggio ed è una strada che vogliamo continuare a seguire. Però, è ovvio che ci sia bisogno anche di altri giocatori, di un misto che ti permetta di essere competitivo a tutti i livelli”. 

Un portiere, un difensore, un centrocampista, un esterno: è questa la sua lista della spesa? 

“Non faccio mercato in questa sede, quello tocca ai dirigenti, ma c’è sempre bisogno di giocatori per migliorarsi e, perché no, dare segnali al gruppo e all’ambiente. Abbiamo pianificato tutto, ci sono piani A e piani B per ogni ruolo, ma poi arriva agosto e può succedere di tutto perché si possono creare situazioni che non ti aspettavi. Tra l’altro, nell’estate del Mondiale tutto può diventare un’agonia…”. 

A questo proposito, Bastoni è il migliore acquisto della prossima stagione? 

“Bastoni è un nostro campione. È normale che girino storie di mercato attorno a lui perché per me è uno dei più forti centrali del mondo. So che uomo è Alessandro, ma so soprattutto cosa ha dato, cosa dà e cosa darà nel futuro per noi…”.