Chivu: “Io contro Conte? Ho tanto da imparare, ma…”
Le parole del tecnico Cristian Chivu alla vigilia di Inter-Napoli
Come di consueto, alla vigilia di Inter-Napoli è in programma la conferenza stampa di Cristian Chivu per presentare il big match a San Siro valido per la 20esima giornata di Serie A.
Di seguito le parole del tecnico.
SOLIDITA‘ – Dare continuità a quello che di buono è stato fatto ci ha aiutati. Con convinzione, cose che abbiamo portato in campo consapevoli che i numeri non basta. L’abbiamo fatto con alti e bassi ma sempre con la voglia di migliorare. Rispetto alla partita precedente è cambiato qualcosa, loro hanno giocatori in meno e in più e rispetto alla scorsa. Gruppo di giocatori con alta intensità. Sarà una partita in cui la massima attenzione sarà la priorità per fare meno errori. Sarà una partita fatta di episodi.
PRESSIONE – Dipende sempre a chi viene rivolta la domanda. Se fai la domanda a me noi vogliamo andare a +7. Dalla voglia ai fatti c’è l’impegno, concentrazione, equilibrio. Non è detto che finisce come tu vorresti. Ultimamente stiamo dando continuità ai risultati. Non è detto che domani siamo sicuri di quello che accadrà. L’unica certezza è che abbiamo sempre lavorato bene, con ambizione e voglia. Adesso magari è aumentata un po’ di più. Siamo pronti a fare una grande gara consapevoli dell’importanza della partita.
CHIVU VS CONTE – Io ho una grande stima di Conte allenatore, ero giocatore quando lui allenava la Juve. Gli ho fatto i complimenti ai tempi. Nel frattempo è evoluto, è un vincente. Noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui. Per me non esiste il confronto Chivu e Conte, lo sport è incentrato sugli interpreti e non bisogna dimenticare i tifosi. Ultimamente l’allenatore è diventato forse anche troppo al centro, è ovvio che incide ma il calcio deve rimanere sempre al livello dei giocatori e dei tifosi.
AVVERSARIO – Il Napoli non è più importante di quello che è stato il Parma, perché si passa da lì. Tutte le partite vanno affrontate in maniera seria. Nessuno prima di quelle partite è interessato dei proclami dell’allenatore e non voglio farli neanche oggi. Il campionato è una maratona e bisogna mostrare che meriti di essere competitivo. Abbiamo avuto la forza di rialzarci, ci siamo messi sempre a lavorare, a dimostrare che abbiamo ambizioni. Questa è la prima del girone di ritorno contro il Napoli e speriamo di essere meglio della prestazione dell’andata, condizionata anche da certi episodi. Siamo migliorati nell’allenare l’ingiustizia, a non pensarci troppo, ma a pensare al nostro valore.
BIG MATCH – Nel calcio c’è sempre da migliorare e gestire determinati momenti. Se ti devi accontentare o aggiungere qualcosa in quei momenti in cui la partita cambia da un minuto all’altro. C’è la maturità della squadra e dell’allenatore. Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perché i numeri dicono questo. La realtà è che sono primo in classifica sopra a chi ci ha battuto. Poi siamo consapevoli del fatto dell’importanza di queste partite ma anche che tutte le partite sono importanti allo stesso modo.
IPOTESI PAREGGIO – Non abbiamo mai parlato di paura e non l’ho mai vista. Questo ciclo di sei partite dice poco o nulla. Si lavora per dare continuità a prestazioni e risultati. Siamo consapevoli che a livello mentale e di convinzione siamo migliorati molto e questo è merito dei ragazzi. Abbiamo sempre pensato di aggiungere cose e una volta aggiunte sono venute fuori le cose migliori. Così cresce fiducia, autostima. Non è detto che se giochi meglio vinci le partite. Pareggio? Non riesco a capire che vuol dire pareggiare, perdere, vincere io capisco il lavoro e quello che vuol dire entrare in campo con una mentalità. Sono i momenti che ti portano ad ottenere qualcosa.
CORSIA DI DESTRA – Bisseck avanza poco perché glielo chiedo io di non avanzare sempre e pensare alle letture giuste. Abbiamo l’esterno destro che deve fare qualcosina in più, Bisseck aggiunge qualcosa nella mobilità. Luis Henrique è migliorato tanto, ci dà una grossa mano ed è importante per noi e sono felice per lui perché i giocatori sono sempre li a leggere e sentire. Forse anche da parte mia ho fatto errori quando ho detto che non era pronto. Con lavoro, umiltà e dedizione, con ascolto ha messo in pratica tutto ciò che gli viene chiesto e lo fa abbastanza bene. Siamo contenti di vederlo in campo. Siamo consapevoli che dal punto di vista caratteriale e della personalità può tirare fuori qualcosa in più ma per tanti motivi non è semplice. Mi tengo stretto Luis Henrique, ha dimostrato di avere le spalle grosse.
INFORTUNI – Giocare ogni 3 giorni non è semplice, ci inventeremo qualcosa come sempre. Gli allenatori devono essere abituati a sistemare i problemi. Questo non vuol dire che io non dica quello che penso, ma non vengo a lamentarmi o piangere per quello che ho e non ho. Darmian sono due giorni che si allena col gruppo, ma domani non sarà convocato. Spero di riaverlo al più presto.
Dumfries non l’ho ancora visto, credo torni a fine gennaio, sta facendo la riabilitazione in Olanda e quando rientrerà credo inizierà la parte atletica Spero di averlo a disposizione a fine febbraio.
DUBBI DI FORMAZIONE – Io ho sempre dubbi di formazione perché devo mettermi a confronto con un gruppo che si allena sempre al massimo. Oggi sono buono, Luis Henrique giocherà domani (ride, ndr).
ARBITRI – Non so se parlare di arbitri toglie serenità ad arbitri/giocatori. A noi quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare, dobbiamo pensare a noi e a quello che dobbiamo fare, senza farci influenzare dalle decisioni o dagli errori arbitrali. Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie. Io ho cercato di trasmettere questo e sto combattendo. La cosa più semplice è trovare scuse e alibi e io non voglio questo dai miei giocatori. Non si tratta solo di vincere nel calcio, ma di lezioni di vita. I giocatori, gli arbitri, dirigenti, sono prima di tutto persone.
FINALE DI CHAMPIONS – Non auguro a nessuna squadra di vivere quello che questa squadra ha vissuto. A loro non ne parlo, devono essere consapevoli di aver provato in tutti i modi ad essere competitivi e questa cosa non la devono perdere. Quella voglia di far di tutto per ottenere risultati che sono al limite del pensiero è positiva. Poi nel calcio come nella vita o vinci o perdi. Hanno saputo però rialzarsi, le persone forti si mettono di nuovo in gioco. Cadi, piangi e devi rialzarti. I campioni non puntano il dito nel cercare scuse.