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Conte sull’Inter: “Io spendaccione? Do valore alle squadre. Mi dissero che c’erano tanti soldi…”

conte conferenza

L'ex tecnico nerazzurro non accetta alcuna etichetta

Pietro Magnani

Antonio Conte, pur essendo senza dubbio uno straordinario vincente, ha una personalità spigolosa, alimentata da un ego smisurato. Probabilmente è la sua chiave per i successi ottenuti in carriera, soprattutto da allenatore, ma certo non gli ha mai attirato molte simpatie. E, intervistato da SportWeek, l'ex tecnico dell'Inter ora al Tottenham continua a respingere qualsiasi critica gli venga anche solo accennata.

Conte sull’Inter: “Io spendaccione? Do valore alle squadre. Mi dissero che c’erano tanti soldi…”- immagine 2

All'affermazione: "In Italia ora si dice che Conte farà spendere tantissimi soldi al Tottenham" infatti ha risposto: "Mi viene da ridere. Io nella mia carriera ho sempre fatto guadagnare i club dove ho allenato, non spendere. Ho lavorato con giovani da formare, atleti svalutati o da ricostruire, calciatori che non avevano vinto nulla fino a quel momento. E tutti loro grazie al mio lavoro si sono rivalutati al rialzo. In carriera ho chiesto un solo giocatore che è stato pagato tanto, Lukaku. E lo chiesi in base agli obbiettivi che mi erano stati prefissati: spezzare l'egemonia della Juventus e far vincere di nuovo l'Inter. I dirigenti vennero a casa mia, dicendomi che volevano riportare il club sul tetto del mondo sfruttando grandi disponibilità economiche. Perciò chiesi Romelu, ritenendolo fondamentale per l'obbiettivo dichiaratomi".

"Guardiamo però a quanto è stato venduto: quasi il doppio. Stesso discorso per Hakimi. Ma potrei citarle tanti esempi all'Inter: la valorizzazione di Barella, Bastoni, di Lautaro che quando sono arrivato io nemmeno giocava... Dove vado io costruisco sempre qualcosa e lascio un solco, un'etica del lavoro, una mentalità vincente. Non è presunzione, sono fatti: se chi è arrivato dopo di me ha sempre potuto vincere è solo grazie alle fondamenta che ho costruito io".