Pio Esposito si prepara alla seconda stagione in nerazzurro con la consapevolezza di chi ha già assaporato i primi successi. Intervistato da Sportmediaset, l’attaccante ha affrontato diversi temi legati alla sua crescita e al gruppo.
Il primo anno ha portato in dote Scudetto e Coppa Italia, un bottino che non lascia spazio a dubbi: “Quando giochi nell’Inter giochi per vincere, quindi è inutile nascondersi. Erano gli obiettivi e siamo riusciti a raggiungerli. Sono molto contento che la prima stagione si sia conclusa con due trofei e ora pensiamo ai prossimi”.
Niente regali dopo i trionfi: subito convocato in Nazionale per le amichevoli, Esposito ha staccato più tardi rispetto ai compagni, limitandosi ai festeggiamenti con la squadra. Ora inizia l’anno della conferma: “Sto bene, stiamo svolgendo la preparazione e abbiamo ancora un mese per lavorare. L’obiettivo principale è mantenere l’equilibrio, continuare il percorso di crescita che sto facendo, migliorare sempre le prestazioni e crescere con continuità”.
Nessun obiettivo numerico prefissato, per scaramanzia: “Non mi sono mai prefissato un numero di gol prima dell’inizio di una stagione”. Sui paragoni arrivati da Barella, Di Marco e Kolarov, che lo hanno accostato a campioni del calibro di Milito e Kane, la risposta è netta: “In allenamento scherziamo molto e quel video è stato estrapolato da un momento di leggerezza. Non voglio assolutamente scomodare Diego Milito o altri grandi campioni. Sono Pio e voglio semplicemente lavorare ogni giorno per crescere e aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi”.
Il ritorno di Lautaro Martínez dopo la finale è atteso con entusiasmo: “Dopo la finale non ci siamo ancora sentiti. Lo aspettiamo qui a braccia aperte”. Sul derby, argomento sempre caldo, Esposito mantiene lucidità: “Segnare nel derby sarebbe una bella cosa, però credo che dobbiamo concentrarci soprattutto sul vincere più partite possibili in campionato per conquistare lo Scudetto. Ovviamente il derby ha un sapore diverso e un’importanza enorme per la storia della città, quindi daremo il massimo per vincerlo. Però, anche senza vincere il derby, abbiamo conquistato lo Scudetto e direi che va benissimo così”.
Chiusura dedicata all’ossatura italiana del gruppo e al ruolo di Alessandro Bastoni: “Bastoni è sicuramente uno dei leader di questa squadra ed è una figura importantissima per il gruppo. Per me, che sono arrivato l’anno scorso, rappresenta un esempio. Tutta l’ossatura italiana che hai citato è una parte trainante della squadra: sono leader che fanno la differenza e questo si è visto in questi anni all’Inter”.