Gruppo coinvolto, singoli al top e duttilità tattica: così l’Inter di Antonio Conte può pensare in grande

Dopo la vittoria del derby, il tecnico salentino può ripartire da tre certezze

di Lorenzo Della Savia
Conte Inter

Meglio non chiedere conferma ad Antonio Conte: ché tanto, lui, risponderà sempre nello stesso modo, e cioè che rispetto all’Inter ci sono altre società meglio attrezzate per competere alla vittoria dello Scudetto (la Juventus in primis, e non solo). Risponderà che il titolo – date le condizioni attorno a cui si sta sviluppando questa stagione – non è un obbligo, nossignori: ma è comunicazione che riguarda l’esterno, che riguarda i messaggi da trasmettere nell’etere a mezzo stampa, perché in realtà – almeno questa è la tesi de La Gazzetta dello Sport – le sensazioni nelle segrete stanze di Appiano Gentile circa la stagione in corso sono ben altre. E tendono più che mai verso l’alto.

Antonio Conte, Getty Images

L’edizione andata in edicola oggi del quotidiano rosa individua almeno tre punti su cui l’Inter e Antonio Conte hanno lavorato nell’ultimo periodo, e su cui ora possono seriamente puntare. Il primo è che, all’Inter, oggi più che mai, sono tutti sulla stessa barca: dai titolarissimi alle stelle sacrificate (leggi Eriksen) alle riserve, tutti sono coinvolti nel progetto e nel perseguimento dell’obiettivo comune, e cioè – non deve far paura dirlo – lo Scudetto.

Il secondo punto riguarda invece il rendimento dei singoli: Lukaku, Barella e Bastoni sono giocatori forti ma non sono mai stati forti come oggi; Skriniar e de Vrij sono finalmente tornati ai livelli di un paio d’anni fa e anche gli stessi Hakimi o Brozovic paiono aver imboccato un percorso positivo. Infine, terzo: la scoperta – o riscoperta – duttilità tattica, che oggi mette Antonio Conte in condizione di schierare un 3-5-2 con la consapevolezze di poter ripiegare su un 4-3-1-2, modulo che l’Inter ha dimostrato di saper interpretare con comodità e cognizione di causa. E che, per la verità, era invocato da molti nelle scorse settimane. Il borsino, a oggi, in casa Inter, è questo: sta ora all’Inter, non ad altri, dimostrare di saperlo sfruttare, senza farselo sfuggire di mano.

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