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Mercato – Sanchez-Dzeko, differenze sullo stipendio lordo: la chiave può diventare Pinamonti

Il cileno ha una tassazione agevolata per effetto del Decreto Crescita

Lorenzo Della Savia

"Pinamonti, la chiave potrebbe essere Pinamonti: potrebbe essere il giovane attaccante dell'Inter, cioè, a risolvere il problema sorto nelle ultime ore tra i nerazzurri e la Roma nel corso dei colloqui per concretizzare lo scambio - idea nata in questi ultimissimi giorni di mercato - tra Edin Dzeko e Alexis Sanchez, col primo diretto verso Milano e il secondo verso la Capitale. Nelle ipotesi, perlomeno: ma i discorsi paiono seri.

 Alexis Sanchez, Getty Images

"Ma qual è il problema sorto nel corso della trattativa? La spiegazione è semplice: Alexis Sanchez percepisce uno stipendio netto di 7 milioni annui, mentre quello di Dzeko è di 7,5 milioni. Il problema, più che il netto, riguarda il lordo, dal momento che Sanchez - essendo tornato in Italia meno di due anni fa - gode di una tassazione speciale per effetto dell'ormai celeberrimo Decreto Crescita, che agevola il regime fiscale di professionisti e lavoratori reimpatriati: una situazione che, ovviamente, non fa comodo all'Inter. Ma è qui che può scendere in campo Pinamonti.

"Come suggerisce La Gazzetta dello Sport, infatti, alla Roma, per mitigare le differenze d'ingaggio lordo sorte nell'ambito di un affare che, nelle intenzioni delle parti, dovrebbe essere a costo zero, potrebbe finire il profilo di Pinamonti: che i giallorossi acquisterebbero contribuendo, insomma, a controbilanciare in favore dell'Inter lo scompenso sullo stipendio di Dzeko (si parla di 3 milioni circa), il quale, giocando in Italia dal 2015, il regime fiscale agevolato non ce l'ha. Il tutto per risolvere una situazione che farebbe contenti Conte (che vuole uno come Dzeko), Fonseca (che vuole uno come Sanchez), oltreché gli stessi Dzeko (definitivamente in rotta con Fonseca) e Sanchez, che sa che alla Roma giocherebbe di più e che, pare, sta spingendo con l'agente per vestirsi di giallorosso.