3 Agosto 2019

L’Inter, Icardi e l’amore perso a San Valentino: di chi sarà il rimpianto più grande?

Continua il tira e molla fra Icardi e l'Inter: l'argentino non vuole lasciare Milano

C’è bisogno d’amore, cantava Franco Califano. Amore: una parola semplice, ma ricca di significato. Ed è per questo che, fin dalla mitologia greca, l’aspetto sentimentale dell’essere umano è stato studiato, narrato, enfatizzato e glorificato per rendere ancor migliore l’alchimia del mondo di tutti i giorni. Un sentimento nobile che avvicina due persone e le rende complici nel teatro della vita.

Ma che cosa succede se, come cantava Massimo Ranieri, l’amore si perde per strada? Per rispondere a questa domanda si può fare appello a due soggetti: Mauro Icardi e l’Inter. Il primo è un attaccante argentino, il secondo è la società italiana che nella storia ha avuto più rapporti con la maglia albiceleste. L’amore è passione, la passione è come un tango: devi essere elegante, devi dare tutto, ma devi stare attento all’improvvisazione – importante carattere del ballo argentino.

Le radici di questa storia nascono nel lontano 2013. Il più romantico dei presidenti nerazzurri, Massimo Moratti, si innamora del giovane Maurito, che nel gennaio dello stesso anno colpisce la Juventus con una doppietta clamorosa allo Juventus Stadium. Il migliore dei cartellini da visita per un nerazzurro: l’Inter paga 13 milioni alla Sampdoria e lo porta a Milano. Icardi non ha né la tecnica di Recoba né lo strapotere fisico di Vieri. Ma c’è una cosa che sa fare dannatamente bene: i gol. A San Siro con i consigli di Javier Zanetti, Walter Samuel, Esteban Cambiasso e di Diego Milito cresce tanto e si conferma il giocatore più interessante della squadra ed uno dei più importanti in prospettiva del campionato italiano. Aumenta così tanto il livello delle proprie prestazioni che Roberto Mancini nell’estate 2015 lo promuove a capitano della squadra ad appena 22 anni.

Lì Maurito si carica la squadra sulle spalle: in campo segna sempre tanto ed il suo valore aumenta esponenzialmente. Fuori dal rettangolo di gioco però fa parlare di sé più del dovuto. Qualcuno, fin dagli albori, punta il dito contro di lui: “Bravo quanto volete, ma un capitano è fatto da tutta un’altra pasta“. La storia d’amore si trasforma in un incubo perché con l’arrivo di Beppe Marotta in società l’Inter decide di rimuovere la fascia dal braccio di Icardi nel giorno di San Valentino, che di tutta risposta salta diverse gare e torna alla gioia del gol solamente una volta (il 3 aprile contro il Genoa su rigore).

Inter ed Icardi: storia di un amore perduto. Ma di chi sarà il rimpianto più grande?

Arrivando ai giorni nostri è difficile capire come e quando la situazione potrebbe sbloccarsi: l’Inter continua a non volerne sapere di reintegrare in rosa Icardi, Icardi non vuole saperne di dire addio all’Inter. E’ lecito allora domandarsi chi tra le due parti in causa potrebbe trovarsi in difficoltà qualora nulla dovesse cambiare.

I rimpianti di Icardi – L’ultima uscita pubblica di Maurito è dello scorso maggio, quando su Instagram annunciò la ferma volontà di restare nerazzurro. Antonio Conte però non è nell’ordine di idee di dargli una nuova chance, ed ecco che la paura di finire tra gli inutilizzati potrebbe diventare più reale che mai. Ci sono ancora due anni di contratto che lo legano all’Inter e – per quanto sia difficile crederci – Icardi per questo lasso di tempo potrebbe finire con il vedere il campo solamente durante gli allenamenti. Vivrebbe così la stessa situazione che Montolivo ha vissuto nel suo ultimo periodo al Milan: da capitano ad oggetto estraneo.

I rimpianti dell’Inter – La società nerazzurra in questo momento sembra recitare il ruolo della parte forte del “contenzioso”. Nonostante la volontà di Icardi infatti né MarottaZhang Jr sembrano disposti ad aprire uno spiraglio alla ricostruzione del rapporto. Il mercato però non sembra particolarmente amico questa estate: Lukaku e Dzeko, i due obiettivi annunciati per l’attacco nerazzurro, sono ancora lontani. Il belga nelle prossime ore potrebbe  addirittura passare alla Juventus, mentre la Roma per il bosniaco continua a chiedere 20 milioni di euro, cifra ritenuta troppo alta dall’Inter. Il rischio ad oggi concreto è quello di dover affrontare un’intera stagione senza un bomber ad esclusione di Lautaro.

I tifosi stanno ormai da tempo seguendo la strada battuta dalla dirigenza, rimanendo dell’idea che Icardi la maglia dell’Inter non debba più vestirla. Le logiche di campo però potrebbero portare ad una scelta importante: e se riportare Icardi al centro dell’attacco fosse l’unica soluzione possibile?

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