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INTER-LIVERPOOL CAMPO NEUTRO

Dall’Inghilterra – Scontro sui vaccini, col Liverpool si gioca in campo neutro? L’ipotesi della UEFA

Simone Inzaghi (@Getty Images)

In Inghilterra il vaccino è obbligatorio solo per i sanitari

Lorenzo Della Savia

Ultime notizie dal pianeta Italia, dove le regole per il contrasto al Covid cambiano di giorno in giorno e le cui normative - ora - rischiano di creare problemi, tra le altre cose, anche per il regolare svolgimento delle competizioni calcistiche europee. Nel mirino, ovviamente, c'è l'ottavo di finale di Champions League tra Inter e Liverpool: ciò vale a dire una squadra italiana e una squadra inglese, rappresentanti di due Paesi che, negli ultimi tempi, stanno adottando misure decisamente diverse.

 Jürgen Klopp (@Getty Images)

Da un lato, infatti, gli inglesi non hanno mai introdotto alcuna forma di obbligatorietà al vaccino anti-Covid (tranne che per i sanitari), che, al contrario, in Italia sarà obbligatoriamente previsto dal prossimo 10 gennaio per ogni attività sportiva, anche all'aperto. Una normativa che, stante la possibilità che al Liverpool ci siano alcuni giocatori che non si siano inoculati il vaccino, metterebbe in difficoltà i Reds rispetto alla disputa della partita contro l'Inter.

A riportarlo, oggi, è il Daily Mail. Ufficialmente, affinché una gara venga disputata con i crismi della regolarità, sarebbe sufficiente che una squadra si presentasse all'incontro con una rosa di almeno 13 giocatori, incluso un portiere: e, stando a questa norma, non dovrebbero esserci problemi per disputare un incontro valido. Ma rientrerebbe nei poteri della UEFA (che è refrattaria ad aderire alle politiche vaccinali comprendenti l'obbligatorietà, anche selettiva, dello stesso) la scelta di optare per la disputa di entrambe le gare - andata e ritorno - in campo neutro, per consentire un più 'normale' svolgimento degli incontri ma con l'onere (derivante dalla stringenza delle misure adottate dal Governo italiano) imposto alle squadre di dover affrontare una doppia trasferta internazionale, cui certamente sarebbe consigliato esporsi con parsimonia, di questi tempi.

Questa soluzione potrebbe essere percorsa qualora la quota di non vaccinati presente al Liverpool dovesse creare problemi non solo quanto al raggiungimento del numero minimo di giocatori in lista, ma anche sotto il profilo logistico relativo alla trasferta. Dopo la finale di Supercoppa Italiana che rischia il rinvio per la diminuzione della capienza degli stadi, quindi, ecco ora sorgere un altro problema: le regole cambiano, gli effetti si fanno sentire.