Il Corriere della Sera ha analizzato il ruolo di Lautaro Martinez nella nazionale argentina, spiegando perché il capitano dell’Inter risulti più funzionale rispetto a Julian Alvarez nel sistema di gioco dell’Albiceleste.

Negli equilibri della squadra sudamericana, Martinez svolge un compito paragonabile a quello di Giroud con la Francia ai Mondiali di Russia 2018. L’attaccante francese chiuse quel torneo senza gol, ma garantendo sponde e apertura di spazi per i compagni, in particolare per Mbappé. Un lavoro simile lo richiese anche in Qatar, dove Giroud firmò 4 reti, senza però conquistare il titolo.

Messi a 39 anni non possiede più la mobilità del campione francese, servono quindi compagni capaci di correre anche per lui, sia a centrocampo che in attacco. In questo aspetto Lautaro eccelle, dimostrandosi un maratoneta con il coltello tra i denti. Questo dispendio di energie però lo porta ad arrivare meno lucido in zona gol, finendo bersaglio delle critiche dei sostenitori di Alvarez, specie dopo i due dribbling subiti dal portiere di Capo Verde Vozinha durante un’azione di pressing.

Non è una coincidenza che l’unica rete del numero 10 nerazzurro sia arrivata proprio quando Messi non era in campo. In quell’occasione, contro la Giordania, al fianco di Lautaro partì titolare per l’unica volta Alvarez, non al meglio della forma. Una condizione che ha permesso il sorpasso del Toro, esattamente l’opposto rispetto a quanto avvenuto in Qatar.