Ai microfoni di Sky Sport, nel pre-partita di Inter-Club Brugge, il presidente nerazzurro Marotta ha tracciato le priorità della serata e aperto su due temi che animano il dibattito intorno al club: l’obiettivo europeo e la questione stadio.
Sul piano sportivo, Marotta ha inquadrato la posta in palio con pragmatismo: «È molto importante approfittare di queste gare in casa, dobbiamo mettere fieno in cascina. A Madrid pur giocando un’ottima partita non abbiamo raccolto punti, quindi è importante partire bene soprattutto in casa. È una partita da giocare col massimo dell’impegno e della determinazione».
Alla domanda se la Champions League rappresenti un sogno o un obiettivo, il presidente ha scelto una terza via: «Per essere più realistici, noi abbiamo l’obbligo di fare il massimo, anche se ci sono avversari più agguerriti, ma noi dobbiamo giocarcela fino in fondo. Quella di stasera sarà difficile, tutte le partite in Champions sono difficili».
Marotta ha poi richiamato le parole sue e di Chivu: «Credo che sia giusto interpretare quello che ho detto io e Chivu in una definizione del genere, dobbiamo dare il massimo sempre».
Sul fronte stadio, il presidente ha risposto a chi ipotizzava un impianto gestito dall’Inter in autonomia: «Sarebbe stato un percorso difficile, sarebbe stato difficile trovare una zona adatta. Abbiamo optato per questa soluzione perché l’eventuale utilizzo del nuovo stadio poi significherebbe continuare a giocare a San Siro». La collaborazione con il Milan, ha concluso, non è una rinuncia: «Le difficoltà erano oggettive, ma tutto sommato io credo che farlo col Milan sia una sinergia che possa portare benefici per entrambi».