Josep Martinez è pronto a prendersi la porta dell’Inter dopo l’addio di Sommer. Reduce da una stagione con alti e bassi, anche per colpa del tragico incidente stradale che lo ha coinvolto, il portiere nerazzurro quest’anno si candida al ruolo di titolare e lo ha ribadito in una lunga intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport.

Dopo aver accettato due anni da secondo portiere, Martinez ha spiegato come ha gestito l’esclusione: “Quando non giochi conta molto la testa. Io ho sempre pensato soltanto a prepararmi a dovere, aspettando il momento giusto. Il calcio è così: ora mi capita questa opportunità e voglio sfruttarla al meglio”.

Lo spagnolo ha poi parlato dell’incidente che lo ha sconvolto e gli ha impedito di rendere al massimo: “Con l’aiuto dei compagni, della famiglia, degli amici. Mi ha supportato anche un professionista. Ma non ci sono particolari segreti: quando capita una tragedia del genere, si sta male ed è giusto che sia così. È stato un momento difficile. Poi con il tempo sono riuscito ad andare avanti”. Nonostante tutto, non ha mai pensato di lasciare: “Pensavo che avrei meritato anche io di giocare, perché mi sentivo pronto. Ma non vale solo per il secondo portiere, vale per tutti gli elementi di una rosa”.

Sull’arrivo di Provedel, ha dichiarato: “È un bravo ragazzo, molto umile, e proverà a mettere in difficoltà l’allenatore. Normale. Io cercherò di fare il mio”. Sulla titolarità alla prima con il Monza, ha sorriso: “Non sono io a dover rispondere a questa considerazione. Alla fine sarà il campo a parlare. Io devo dimostrare il mio valore, tanto da meritare di essere il portiere dell’Inter. Conta solo questo”.

In questi due anni ha imparato molto da Sommer, come ha ammesso lui stesso. Sugli obiettivi dell’Inter, è stato chiaro: “Non molliamo niente. Dobbiamo essere ambiziosi su ogni fronte, anche in Champions League: vogliamo provare di nuovo ad arrivare in fondo”. Su Stones, ha aggiunto: “Ci darà tantissimo in termini di personalità ed esperienza. È uno di quei calciatori che alzano il livello di un intero reparto”.

Da spagnolo, ha vissuto il trionfo mondiale in ritiro con i compagni: “È stato un vero godimento ma, a essere onesti, avrei preferito festeggiare con la mia gente nel mio Paese”. Sulla possibilità di vestire la maglia della Nazionale, ha concluso: “Più che un obiettivo è un sogno. Se saprò affermarmi nell’Inter avrò qualche possibilità, perché no? Però i portieri della Spagna sono fenomenali. I migliori del mondo insieme a Donnarumma che abbiamo affrontato a Hong Kong”.