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INTER NEWS

Moratti senza peli sulla lingua: “Lo Scudetto assegnato? Il minimo risarcimento per i furti subiti”

Moratti Inter
Le parole dell'ex presidente nerazzurro

Pietro Magnani

Massimo Moratti, ex leggendario presidente dell'Inter, è tornato a parlare della sua passione per i colori nerazzurri in una lunga intervista concessa ai microfoni del Corriere della Sera. Queste le parole dell'ex patron:

"Peggio Juve o Milan? La Juve, senza dubbio. Il calciatore più forte che abbia mai visto? Ve ne dico due: Angelillo e Ronaldo. Due storie parallele. Come Herrera e Mourinho. Angelillo era classe pura, poi si innamorò perdutamente di una cantante e si perse. Ronaldo era il calciatore più forte del mondo, poi dopo gli infortuni non tornò più sui suoi livelli. Il suo addio non mi ferì: mi ero immedesimato nel suo dolore, pensai fosse giusto volesse cambiare dopo aver sofferto tanto. Il mio eroe però era Mariolino Corso. Mi piaceva tanto Recoba proprio perché mi ricordava la sua imprevedibilità".

"Mio padre quando vendette l'Inter comprò il Cagliari perché scoprì che stavano per vendere Gigi Riva alla Juventus. Quando l'affare saltò Agnelli non fece domande: aveva capito tutto. E il Cagliari vinse pure lo Scudetto".

Moratti ha poi rivelato: "Moggi voleva venire all'Inter. E anche se non gli dissi apertamente di no, non l'avrei mai preso. Perché? Perché la Serie A era manipolata e noi eravamo le vittime. Doveva vincere la Juve e se proprio non vincevano toccava al Milan. Una vergogna: la più grande forma di disonestà è imbrogliare sui sentimenti della gente. Lo Scudetto assegnato a noi? Assolutamente lo rivendico come nostro. Il fatto che gli juventini si arrabbino mi induce a rivendicarlo con anche maggior convinzione. Quello Scudetto era il minimo risarcimento per i furti che abbiamo subito. Ci spetterebbe molto di più".

"Quanti soldi ho messo nell'Inter? Non lo so e anche se lo sapessi non ve lo direi. Il calcio non è un business, è passione. E, per quanto mi riguarda, le passioni non hanno un prezzo. La famiglia Zhang? Mi sono sempre sembrati in buona fede. All'inizio mi chiedevano di fare da tramite, di parlare ai giocatori e motivarli. Oggi come oggi rimanere al timone per tanti anni nel calcio è impossibile però. Le perdite raddoppiano ogni anno o quasi".

"Credo che prima o poi arriverà un fondo americano. Ma bisogna stare attenti alla speculazione. Il calcio non ti permette di fare soldi. Gli americani vorrebbero probabilmente trasformarlo in uno spettacolo, in show-business. Ma non è così che funziona; perlomeno, in Italia non so se sarà mai possibile".

"Scudetto? L'Inter è forte ma poi sul più bello si perde... potrebbe essere l'anno del Napoli. Ma anche il Milan mi fa paura. Il progetto per il nuovo stadio? Non mi convince. Buttare giù San Siro sarebbe un delitto. Ok i guadagni, ma cosa sono 30 milioni in più rispetto alla storia? Penso che nessuno alla fine avrà il coraggio di demolire il nostro tempio".