2 Marzo 2017

Andrea Gagliardini: “Roberto umile e generoso. L’Inter non lo ha cambiato”

Il fratello del giovane centrocampista nerazzurro ha rilasciato un'intervista al Corriere di Bergamo in cui racconta suo fratello in ogni particolare

Andrea Gagliardini ha rilasciato un’intervista all’Eco di Bergamo per raccontare al meglio il proprio fratello, che questo inverno ha vissuto in prima persona il trasferimento all’Inter per una cifra intorno ai 25 milioni di euro che aveva fatto storcere il naso ai più, ma che col passare del tempo si è rivelata adeguata.

“Roberto è rimasto uguale a quello che è sempre stato, umile e gran lavoratore. Io rispetto a lui sono più un chiaccherone, amo scherzare di più, mentre mio fratello è un ragazzo molto riservato. Quando si riesce ad instaurare un rapporto stretto con lui però si scopre che è una persona dall’animo estremamente gentile. Non pensavo potesse essere subito così importante, il fatto di non sentire la pressione lo ha aiutato molto. Come persona è tranquilla, ma sbadata. Perde oggetti, rompe telefonini in maniera assurda…io tiferò ancora per l’Atalanta, però nello scontro contro l’Inter sarò contento di ogni risultato”  ha esordito il fratello del centrocampista nerazzurro. Che ha poi aggiunto: “Alla sua prima da titolare con l’Atalanta pensai: che fortuna aver trovato Gasperini, per me è l’uomo giusto, quello che finalmente potrà dargli lo spazio che merita. Ed è quello che è effettivamente successo a mio fratello, ma non solo. Basti pensare all’evoluzione di Petagna e si capisce che il lavoro di questo tecnico con i giovani è veramente di alto livello. Contro il Napoli poi mi arrivò una conferma importante: non fece toccare una palla ad Hamsik, lì capii che in Serie A poteva starci benissimo”.

Sul suo passaggio ai nerazzurri di Milano: “Eravamo tutti contentissimi, a maggior ragione mio padre. Questo trasferimento è il compenso per tutti i sacrifici che ha fatto per noi. Mia madre era un po’ preoccupata, perché Roberto avrebbe dovuto trasferirsi in una grande città come Milano. In più questo trasferimento mi preoccupò anche a me a dire la verità: molte persone avrebbero potuto avvicinarsi a Roberto solamente per avere notorietà. Ma lui è sempre rimasto calmissimo, ci disse con tranquillità di questa opportunità, e ci spiegò che per il suo modo di vedere il calcio questo era un treno da non perdere, perché si sentiva già in ritardo rispetto ad altri giovani. Direi che negli ultimi mesi questo ritardo è stato recuperato in fretta…”

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