L’ex centrocampista nerazzurro Dejan Stankovic ha ripercorso ai microfoni dell’emittente serba RTS le tappi più importanti della sua carriera in nerazzurro: “C’erano alcuni club interessati, situazioni interessanti. Poi dopo aver parlato con Mancini e Mihajlovic, ho deciso. Il primo mi ha detto di andare all’Inter perché lì potevo scrivere la storia. E infatti ho trascorso quasi 10 anni fenomenali. Miha? Mi consigliato, mi ha spiegato come è la Serie A, la vita in Italia. Un vero amico, una grande persona”.
La candidatura nella Hall of Fame nerazzurra: “Sono onorato di avere avuto così tanti voti. La mia previsione era questa: Ronaldo, Zenga e Mazzola. Stare accanto al nome di quest’ultimo è stata già una grande vittoria per me. È importante quello che ho lasciato nel club, essere rimasto nel cuore dei tifosi. E se non entro nella Hall of Fame, so quello che ho dato all’Inter”.
La vittoria della Champions a Madrid: “I festeggiamenti con la bandiera serba? Ha vinto l’Italia, poi ho celebrato la Serbia, sapete quello che significa per me. In quella squadra c’erano un sacco di giocatori sopra i trent’anni, è chiaro che per il gruppo di 10-12 giocatori fosse l’ultima occasione. Abbiamo davvero fatto del nostro meglio, guidati da José Mourinho. Ogni giocatore vi dirà che la Champions League è il top per un club. Sono rimasto amico di José, lo sento ancora, gli invio i messaggi per il compleanno”.
I migliori compagni di squadra: “Ci sono stati molti giocatori fenomenali, non vorrei lasciarne fuori nessuno. Ho avuto la fortuna di avere una lunga carriera e di giocare con calciatori fenomenali. Penso a Zlatan Ibrahimovic, Thiago Motta, Wesley Sneijder, Diego Milito … Questi sono tutti i giocatori fenomenali, poi Nemanja Vidic in Nazionale, sicuramente il miglior difensore negli ultimi 20 anni in Europa e nel mondo. Infine dico Diego Forlan, ho avuto l’opportunità di allenarmi con lui,: è un giocatore di sangue blu, come dico io”.
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