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Stankovic: “Inter come una seconda pelle. Mi sarebbe piaciuto essere allenato da Conte. Sui gol nei derby…”

L'ex centrocampista ospite di Inter TV

Antonio Siragusano

"Protagonista della nuova puntata di 'A night not for every one', Dejan Stankovic ha ripercorso alcune delle pagine più belle della sua carriera da calciatore vissute con la maglia dell'Inter. L'ex centrocampista serbo, oggi opinionista di Dazn, ha rivissuto alcuni dei suoi gol più belli, tra cui quelli segnati nei derby contro il Milan e quelli indimenticabili direttamente da centrocampo contro il Genoa in campionato e con lo Schalke 04 in Champions League. Andiamo dunque a rivivere la prima parte dell'intervista rilasciata da Stankovic ai microfoni di Inter TV.

"INTER - "Inter come una seconda pelle. Son cresciuto nella Stella Rossa, ma poi ho chiuso qui con degli anni bellissimi. Quando son arrivato dicevo che il mio desiderio era di chiudere con l'Inter, anche se dopo il contratto scaduto c'è stata qualche offerta. Ma non me la sentivo ed ho scelto bene. Per fortuna ho vissuto poco quell'Inter che non vinceva, si stava costruendo una nuova squadra con alcuni cambiamenti. Dal 2006 abbiamo cominciato a vincere, sono arrivati calciatori con l'abitudine a vincere, senza nulla togliere a quelle di prima".

"CONTE - "Antonio Conte? Sì, mi piacerebbe essere allenato da lui. Quando è arrivato ho detto che è un grande professionista, che l'Inter sarebbe sicuramente cambiata. E doma tre mesi già si vede la sua mano, un gruppo che lo segue e San Siro pieno".

"DERBY - "Gol nel derby 2006/2007 o quello del 2009/10? Ci sono due aneddoti. Nel primo caso tiravo anche le punizioni e Mancini mi prendeva in giro che non sapevo piazzare un buon calcio fermo. Il gol di Hernan (Crespo, ndr) era arrivato dopo un mio cross e dopo mi diceva che non prendevo mai la porta. Ma al terzo gol ho preso la porta. E' stato un derby importante, stradominato. Abbiamo anche rischiato di perderlo, se durava altri 10 minuti lo perdevamo dopo l'espulsione di Materazzi. Parliamo del secondo. Giovedì abbiamo fatto una cena: io, Maicon, Thiago, Julio, Wesley. Eravamo a casa mia e di quella sera eravamo in tre ad aver segnato, anche Julio aveva fatto una parata bellissima. Scelgo la rete nel secondo derby".

"DA CENTROCAMPO - "Gol contro il Genoa o contro lo Schalke? Mi dispiace che il risultato della partita ha messo in ombra il gol, ma è una rete pazza. Non so se è difficile, ma sicuramente è pazza, stranissima, perché puoi fare una brutta figura".

"MIHAJLOVIC - "E' più che un amico, è il padrino dei miei figli. Uno dei punti di riferimento della mia vita, lui è un guerriero. Lo striscione dei tifosi dell'Inter allo stadio di Bologna era giusto, Sinisa è una guerriero. Siamo alla fine, deve resistere ancora un po', ci ha dimostrato una grandissima forza contro la lotta a questa brutta malattia".

"GIORNALISTA - "Io giornalista? E' una grossa parola. Sto a bordocampo, parlo di calcio e solo di calcio, non giudico o faccio domande scomode. Sono realista, quello che vedo lo esprimo. Con Dazn abbiamo fatto una decina di partite, mi trovo molto bene, mi mettono a mio agio. Quando parlo dell'Inter ogni tanto mi esce, ma loro capiscono, sono 10 anni di fedeltà di amore. Ma chissà, magari nel futuro ci saranno altre sorprese. Condurre? Non ho problemi, non ho paura della luce rossa".

"MOTTI - "Vincere aiuta a vincere, ti senti grande. I miei motti? Non lo so, io li traducevo dal serbo. Sono motti realistici, che nella vita ti ritrovi".

"RITIRO -  "Il campo mi mancava all'inizio. Il primo anno è quello in cui soffri di più dopo 20 anni di adrenalina a mille. Pensi a cosa fare, perché hai fatto il calciatore per tutta la vita. Ogni tanto quando scendo in campo a San Siro con lo stadio premio ti viene voglia di giocare".

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