Stramaccioni sul derby: “Per un match così scelgo Ibra. Hakimi o Hernandez? Theo leggermente più completo”

L’ex tecnico nerazzurro dice la sua sulla stracittadina in programma questo pomeriggio

di Simone Frizza, @simon29_
Stramaccioni roma inter

A pochissime ore dal fischio d’inizio di Milan-Inter, ai microfoni di TuttoMercatoWeb ha parlato l’ex allenatore nerazzurro Andrea Stramaccioni. Lui, che un derby lo aveva vinto, dedicandolo ai tifosi con quel famoso “è vostro, è vostro!” urlato verso la Curva Nord al fischio finale. Ecco le sue opinioni in merito alla stracittadina che inizierà tra qualche ora.

Uomini decisivi – “È il derby più importante degli ultimi dieci anni, la posta in palio è alta e qualsiasi risultato maturi la strada è ancora lunga per tutti, ma in caso di vittoria dell’Inter vedrei un duro colpo alle ambizioni milaniste, soprattutto mentalmente. Gli uomini decisivi potranno essere Lukaku e Ibrahimovic: sono i due simboli, i due leader e i due principali terminali offensivi. Oggi si affrontano due grandissime squadre piene di grandi giocatori, ma loro ne sono l’immagine”.

Theo Hernandez o Hakimi – “Molti li paragonano perché simili come doti atletiche, ma reputo Theo ad oggi un giocatore leggermente più completo. Hakimi è fortissimo e sta crescendo di partita in partita ma è anche molto esaltato dal modulo e dallo stile di gioco dell’Inter.

Theo Hernandez Hakimi
Achraf Hakimi e Theo Hernandez, Getty Images

Lukaku o Ibra – “Scelta secca ? Ad oggi con tutta la differenza di età per una partita secca vorrei sempre Zlatan. Forse per una stagione intera direi Romelu. Vedo Zlatan più in grado di sferrare in qualsiasi momento il colpo del ko, più da match point: insomma, più in grado di determinare con una giocata l’andamento di una gara. Altra categoria, alieno”.

Partita decisiva per lo Scudetto – “Decisiva no, ma sicuramente sarebbe un passaggio chiave soprattutto se vincesse l’Inter. La Juventus è sempre la Juventus ma non ha ancora trovato quella continuità che ti permette di riprendere a dominare il campionato come lei ha saputo ben fare in questi anni”.

Ritorno in panchina – “L’Italia è la mia patria e uno dei campionati più belli e competitivi che ci siano perciò resterà sempre una priorità. La situazione mondiale non è facile per la pandemia che non ha risparmiato nessuno. Il calcio è la mia vita ma ora voglio essere vicino alla mia famiglia, perciò ogni scelta andrà valutata in questo momento tenendo in forte considerazione anche valori personali e familiari”.

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