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Zanetti rivela: “Mi voleva il Real Madrid, ma ero troppo fedele alla mia Inter”

Javier Zanetti (@Getty Images)

Le parole del vicepresidente nerazzurro

Pietro Magnani

Javier Zanetti leggendario capitano dell'Inter, bandiera per quasi un ventennio e ora vicepresidente, ha speso buona parte della sua vita per i colori nerazzurri. A poche ore dal big match tra Inter e Real Madrid al Bernabeu, Zanetti ha parlato al quotidiano spagnolo Marca, rivelando anche un retroscena sulla sua carriera. Queste le sue parole:

"Quando ho smesso, dopo quasi 20 anni, ho deciso di allargare la mia visione all'Inter con un ruolo più ampio a livello aziendale. Il mio contributo ora non è più solo quello sportivo, ma è legato soprattutto alle relazioni internazionali. Ho dovuto studiare molto per ricoprire questo ruolo, ho conseguito un master all'Università Bocconi di Milano. Lavorare con il sociale è qualcosa che ho sempre considerato importante, mi piace donare alle persone che ne hanno più bisogno. Lo faccio da 20 anni con la mia fondazione PUPI e ho continuato a farlo con l'Inter perché fa parte anche del loro DNA. Vincere una partita o una coppa è importante tanto quanto trasmettere i giusti valori".

 Javier Zanetti, Getty Images

"Quando sono arrivato a Milano dall'Argentina non mi sarei mai immaginato che sarei rimasto tanto tempo all'Inter. Ma spero che le bandiere nel calcio ritornino... anche se ormai i tempi sono cambiati. Anni fa sono stato molto vicino al Real Madrid. Non nego che mi sentivo onorato dall'interesse di un club tanto prestigioso. Ma tutti conoscono la mia storia e sanno che casa mia era ed è l'Inter. Per questo ho scelto di rimanere. Mi identificavo nei valori della squadra e, anche se in quel momento era in difficoltà, era un grande club, con tanta storia. Non volevo andarmene senza lasciare una traccia indelebile nella sua storia, ero il capitano e avevo una grande responsabilità. Per questo sono rimasto".

Zanetti ha poi proseguito: "La partita di questa sera? Affrontare il Real al Bernabeu è sempre difficile. La cosa positiva è che siamo entrambe già qualificate e giochiamo senza troppa pressione addosso. Penso comunque che sarà una partita alla pari, Inzaghi sta facendo un grande lavoro. Si può vincere o perdere, ma l'identità della squadra è molto chiara e farà bene anche a Madrid".

"A Suning bisogna dare tanti meriti. Abbiamo vinto lo Scudetto, siamo arrivati in finale di Europa League e ora siamo tornati agli ottavi di Champions. Stiamo tornando stabilmente al vertice. Penso poi sua un bene per il calcio italiano la risalita del Milan, alimenta anche la voglia di vincere dell'Inter. Fortunatamente la Serie A sta tornando a crescere, quando ero arrivato io era il migliore campionato al mondo, tutti volevano venire qui. Poi è stato il momento della Liga e ora della Premier".

"Non ho giocato molte volte al Bernabeu, ma la notte della finale di Champions League del 2010 rimane un sogno. Qualcosa di fantastico, una delle emozioni più belle della mia vita: alzare la Champions da capitano con l'Inter dopo 45 anni".

 

 

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