Mirabelli: “Gabriel Jesus e Casemiro a Milano, era tutto fatto. Perisic ha voluto fortemente l’Inter, Icardi…”

Mirabelli: “Gabriel Jesus e Casemiro a Milano, era tutto fatto. Perisic ha voluto fortemente l’Inter, Icardi…”

L’ex osservatore nerazzurro ha concesso una lunga intervista a Libero rivelando alcuni curiosi retroscena di mercato

di Raffaele Caruso

Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo del Milan ed ex osservatore dell’Inter, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Libero. Tanti i temi trattati, a partire da curiosi retroscena che riguardano proprio il mercato nerazzurro.

L’affare Gabriel Jesus:Ai tempi dell’Inter sono andato a vedere di persona un certo Gabriel Jesus del Palmeiras, uno che avevo già scoperto a video. Lo seguo in un paio di gare e capisco che merita di essere osservato in allenamento. E inizia il difficile perché era tempo di derby e la stracittadina Palmeiras-San Paolo è sentitissima. I due club si allenano in campi divisi solo da una siepe: qualsiasi estraneo viene considerato una spia. Mi presento spiegando che sono un italiano che vuole visionare la struttura e mentre mi mostrano tutto spio Jesus. Poi chiedo dell’acqua e riesco a incrociarlo. Gli stringo la mano e gli do appuntamento. Torno in Italia, l’acquisto è praticamente chiuso per 20 milioni. Però si intromette un agente legato all’Inter e fa perdere tempo. Così il City chiude prima».

E poi è arrivato Gabigol: “Per rifarsi i nerazzurri mi chiedono che ne penso di Gabigol. Risposta: “Ve lo sconsiglio nettamente”. Il risultato lo sapete tutti. Altre situazioni in cui l’Inter non le ha dato retta? Casemiro l’avevo concluso per 5 milioni. Hanno preferito M’Vila“.

Gli acquisti positivi: “Murillo, Brozovic e Perisic, per esempio. Perisic lo conoscevo bene, giocava al Wolfsburg: aveva accettato la mia proposta, ma i tedeschi non volevano cederlo. È andato in sede, si è seduto e ha detto: finché non mi date all’Inter non mi alleno più. Ha vinto lui, abbiamo vinto noi”.

Il caso Icardi: “Mauro è un bravissimo ragazzo, ma prima di tutto ci deve essere sempre l’Inter. Io non l’avrei fatto tornare in gruppo e non l’avrei più fatto giocare anche a costo di perdere la qualificazione in Champions. Conta solo l’Inter, non esistono compromessi. Sarebbe stato un segnale forte anche per il futuro”.

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