Sorrentino: “Chiuso in casa da due settimane. E’ una grande prova, bisogna avere rispetto”

Sorrentino: “Chiuso in casa da due settimane. E’ una grande prova, bisogna avere rispetto”

L’ex portiere ha dato l’addio al calcio professionistico da diversi mesi

di Antonio Siragusano

Ex portiere, professione attaccante. Stefano Sorrentino, dopo aver annunciato l’addio al calcio professionistico, ha continuato a coltivare la sua grandissima passione legata al pallone, cambiando però ruolo dopo una vita dedicata in difesa dei propri pali. Intervenuto sulle frequenze di TMW Radio, l’ex portiere del Chievo ha raccontato come sta vivendo questi giorni in quarantena in casa a Torino insieme alla propria famiglia. L’intervista:

Ora però stiamo vivendo una situazione particolare:
“Sono due settimane che siamo rinchiusi in casa, sono uscito solo un paio di volte per la spesa. In questi momenti si riassaporano tante cose date per scontate nella routine frenetica della vita. Ho ripreso contatti con la scuola dopo tanti anni grazie alle mie figlie. E poi tante altre piccole cose che nella vita quotidiana non riesci a fare. Vedo ancora comunque troppa gente in giro, anche qui a Torino. La gente forse non ha capito ancora la gravità della situazione. Non ci chiedono nulla, solo di stare in casa. E’ una grande prova, bisogna avere rispetto per chi in questi giorni sta perdendo tanti cari. Mia moglie è nativa di un paese vicino Bergamo e la stiamo vivendo non bene questa situazione. Per rispetto dei morti e di chi è in difficoltà ora, per i medici e gli infermieri in prima linea, che stanno facendo cose straordinarie, bisogna stare a casa”.

Tanti gli atleti che stanno sensibilizzando sui social sull’argomento Coronavirus:
“Tutti vogliamo che finisca presto. Ci sono tanti fake sui social che spaventano e non aiutano. Il discorso è uno solo: bisogna stare a casa, non ci sono altri discorsi da fare. Sono due settimane che faccio esercizio fisico in casa, ma vedo poi immagini di tutti in bicicletta e che corrono, per mettersi in forma per l’estate. Se continua così, non ci sarà neanche un’estate da godersi. Bisogna rimanere fermi nelle proprie abitazioni”.

Come stanno reagendo le figlie alla situazione?
“All’inizio erano contenti di non andare a scuola, come fosse una mini-vacanza. Ora stanno capendo la gravità della cosa e sono un po’ spaventate. Molte cose spaventano, soprattutto quando sentono che certe persone non ci sono più”.

Quale immagine ti ha colpito di più?
“Abbraccio virtualmente, e spero che lo faccia anche lo Stato, riconoscendogli qualcosa, i medici, infermieri, vigili del fuoco, forze dell’ordine, tutti coloro che sono in prima linea. Sono i nostri eroi. Il mio pensiero va sempre a loro. Spero che l’emergenza finisca presto”

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