Primavera, Nolan si racconta: “La stagione sta andando davvero bene. All’Inter mi sento a casa, ma all’inizio non è stato facile”

Primavera, Nolan si racconta: “La stagione sta andando davvero bene. All’Inter mi sento a casa, ma all’inizio non è stato facile”

Il difensore della Primavera nerazzurra ha concesso una lunga intervista ai microfoni di Pundit Arena

di Luca Tagliabue

Intervistato ai microfoni di Pundit Arena, il difensore centrale della Primavera nerazzurra Ryan Nolan ha avuto modo di raccontarsi e dire la sua su molti temi di attualità per la squadra U19 interista.

L’ANDAMENTO DELLA STAGIONE – “Penso che la stagione stia andando davvero bene, specialmente la pre-season con la prima squadra. Ho imparato molto ed è stata un’esperienza molto buona allenarmi e giocare con i professionisti per circa un mese. Nel campionato siamo al 4° o al 5° posto, al momento non stiamo andando alla grande, ma nella Youth League abbiamo giocato bene ogni partita anche se siamo stati sfortunati”.

LA PASSIONE PER IL CALCIO – “Quando avevo circa otto anni mi sono trasferito in Spagna con la mia famiglia, la mia mamma, mio ​​padre e mio fratello e lì ho giocato a calcio. Ho iniziato a giocare quando avevo circa tre o quattro anni, anche in Irlanda, nel mio giardino, avevo sempre una palla e mettevo il mio fratellino in porta tutto il tempo provando a segnare contro di lui. Adoro il calcio davvero. Quando sono arrivato in Spagna ho iniziato a giocare subito, ho incontrato nuovi amici e continuavo a giocare e giocare. Poi ho partecipato a questo torneo tra le province spagnole, come l’equivalente di Munster vs Leinster e ho fatto molto bene nei due match disputati contro il Barcellona. E’ qui che lo scout dell’Inter (Pierluigi Casiraghi, ndr) mi ha visto. Poi abbiamo giocato altre due partite contro la provincia di Murcia e ho giocato ancora bene. In quel momento l’Inter ha deciso di farmi firmare un contratto”.

L’INIZIO DELL’ESPERIENZA ITALIANA – “Sì, il primo anno al club è stato difficile. Abituarsi alla lingua, ai compagni di squadra e tutto quel genere di cose, ma ora sono qui da quattro anni e tutti mi conoscono e conosco tutti. Sembra di essere a casa, conosco tutti e il centro sportivo è come la mia seconda casa. Mi sento davvero bene qui e mi sto divertendo. Penso di essermi abituato a giocare con questa maglia. All’inizio, è stato un grande salto qui all’Inter. Quando ho indossato questa maglia ho messo pressione su me stesso più di ogni altra cosa. Giocando di settimana in settimana con quella maglia e ti ci abitui e diventa quasi normale”.

LA TATTICA DIFENSIVA IN ITALIA“La tattica, le posizioni difensive, il modo di difendere in generale, la linea e tutto ciò che non viene considerato in nessun altro paese, qui in Italia si impara tutto. In Spagna si preferisce che i centrali escano con la palla, ma non guardano molto il modo in cui difendi. Quando sei in Italia, la prima cosa che chiedono è ‘quanto sei bravo a difendere?’. E penso di aver imparato molto da questo punto di vista. Un sacco di gente diceva che se vuoi diventare un buon difensore devi trasferirti in Italia per il modo in cui difendono e il modo in cui pensano in modo difensivo, quindi ovunque io vada ora è tutto nella mia tasca, ho quella natura difensiva in me che mi aiuterà sicuramente ovunque io vada”.

L’APPRODO IN PRIMA SQUADRA“In Italia è molto difficile entrare in prima squadra, non ci sono molte possibilità a meno che tu non sia eccezionale quindi penso che specialmente in un grande club come l’Inter devi essere di prima classe. Molti giovani decidono di andare in prestito in Serie B e in Serie C che è l’equivalente del Campionato o della Lega Uno, per un anno o due e imparano il mestiere contro avversari difficili nella speranza che facciano bene per poi tornare alla squadra originale in futuro. È molto difficile entrare direttamente nella prima squadra”.

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